Non di velo triste

Anna Elvira Cuomo, nata a Taranto, città in cui vive e lavora, si definisce “narratrice per diletto, pensatrice per difetto”. Ama narrare in lirica e in prosa, poiché scrivere per lei è un momento ludico ma anche di catarsi. La scrittura, di fatto è una passione che coltiva e custodisce gelosamente. Raccoglie emozioni
Commenti (5)
Quando la scelta è "dovuta" è doppiamente dolorosa, ma il cuore delle donne sa sopportare il peso anche dell'altrui dolore. "Non esser triste, sbagliato amore mio..." Quale uomo saprebbe pronunciare queste parole?
La poesia è un parallelo assoluto con la colonna sonora: ha un'anima più inquieta che parla di lontananze a volte senza possibile soluzione, e un'anima che richiama un'atmosfera sulla scia di una scena da film, in cui il protagonista davanti ad un bicchiere mezzo vuoto ricorda ciò che la sua memoria gli sbatte davanti e fa scorrere tutte le immagini... La lieve malinconia dell'impossibilità si unisce sottilmente ad una promessa di un nuovo incontro quando forse "un destino avverso" vorrà che questo accada... lo si intuisce nella chiusa che ha una musicalità molto fine e ricercata a mio parere, dando così l'idea di distensione del clima dei versi e inoltre è un inno allo sguardo che si volge con speranza ad un futuro libero da catene... chapeau
versi molto coinvolgenti che lasciano dentro non un velo di tristezza ma un lenzuolo colmo di malinconia. molto apprezzata.
Wow... letta tutta d'un fiato. Versi intensi che denotano saggezza. L'amore, come diceva Gibran, non può essere una catena per poter vivere. Dire addio senza rimorsi è un atto di supremo coraggio. Bellissima armonia.
ti rileggo ... e sento quel senso di impotenza che tu riesci a trasmettere in questi versi che sono di un doloroso unico ... coinvolgente ... da conservare




