Satan hates Hollywood
Sara Brayon
120 poesie pubblicate
+ Segui
Il giorno del mio funerale
me ne resterò in disparte
a spiare la gente che passa:
mi mangerò ancora le unghie
Mi divertirei un po, mi piace
stare al centro delle attenzioni,
ed ero così giovane, e piena
di promesse, è davvero un peccato
e conterò i presenti per vantarmi
quando Valeria leggerà la sua poesia
-che sarà breve ed ermetica, e tutti
faranno solo finta di capirla-
Tu sarai in prima fila, sonnecchiando,
tua madre ti ha infilato a forza la cravatta
che stona con la maglietta dei Korn,
e sei lì che aspetti che venga la sera
quando brinderete al mio ultimo viaggio
ubriacandovi di vodka, come vi ho chiesto
una sera riflessiva di gennaio, ed era solo
una battuta che voleva essere originale
Quello che non sai
è che la vodka l'ho rubata:
metti che all'Inferno si può bere,
e io sono senza spicci:
non vorrai lasciarmi sobria
a discutere con Satana
di Milton e Jim Carrey?
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
L'autore
Sara Brayon
Commenti (2)
Accedi per lasciare un commento.Accedi
Enrico Baiocchi17 luglio 2010
Ironia, amarezza, nostalgia, un cocktail in questa lirica originale, sentita, vera, e che nasconde tanto coraggio. Molto apprezzata.
Nemesis Marina Perozzi17 luglio 2010
Caustica, sarcastica e terribilmente disincantata! Così vanno la vita e la morte... Tutto il resto è soltanto tappezzeria!


