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Famiglia 19 luglio 2010 · lettura 1 min · 4991 letture

Naufragio

Splendido Leotta Michele 580 poesie pubblicate
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Sommesso pianto sudì a luci spente era di mamma per notizia avvilente. Da naufragio non seppero dar conforto che nave inabissandosi non sarebbe mai più arrivata in porto. Dispersi furon le parole che davano speranza ed a ribollir sangue scovolse il cuore. Tacito sconforto non potè trattenere e insieme abbracciati in lacrime fummo quella notte a dire le preghiere.
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Commenti (7)

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Mary Buscicchio19 luglio 2010

fuggire nella speranza di evitare la morte e cercare altrove, oltre il mare, oltre l'orizzonte, un domani migliore, per poi arrivare e ritrovarsi li la morte ad aspettare... nessuna lacrima di mamma laverà mai questi delitti, mi hai fatto venire in mente Samarcanda di Roberto Vecchioni... complimenti bellissima poesia

V
Violeta C19 luglio 2010

Molte volte sono i figli che danno forza ai genitori. Poesia molto sentita. Delicati versi che esprimono con dignità il dolore verso una perdità che lascia segno nel cuore. Bella armonia. Un abbraccio

E improvvisamente si diventa grandi, eppure si portano i calzoncini corti, il vestitino coi calzettoni... Come accadde a me quando persi il papà a otto anni... Forti emozioni e ricordi dolorosi, mi hanno lasciato le tue parole...

s
salvatore falcone20 luglio 2010

non è facile così sinteticamente, fotografare una scena che indelebilmente rievoca quel dolore e quel lutto a cui nessuno è mai preparato. eppure le pennellate essenziali dei versi ti arrivano dritti all'anima. e questo èl'apice della poesia. complimenti.

s
salvatore falcone20 luglio 2010

non è facile così sinteticamente, fotografare una scena che indelebilmente rievoca quel dolore e quel lutto a cui nessuno è mai preparato. eppure le pennellate essenziali dei versi ti arrivano dritti all'anima. e questo èl'apice della poesia. complimenti.

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cristina biga21 luglio 2010

Quanta delicatezza in sì tanto dolore, quante lacrime versate da mamme per i loro figli dispersi... molto toccante e condivisa...

TizianaTius21 luglio 2010

Leggere dolori simili lascia un segno profondo, le navi non tornavano e la fame graffiava lo stomaco ed era fame vera... quante storie tristi di marinai e pescatori mai più rientrati si avverte il dolore da questi versi che catturano la mente e il cuore. E' una poesia di grande sensibilità ed emozione, complimenti!