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Fiabe 20 luglio 2010 · lettura 2 min · 3908 letture

Il rifugio (della mente)

Anna Elvira Cuomo 263 poesie pubblicate
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A narrare or m'accingo di un gentil furbetto bimbo ei sapea come fare a poeta diventare Si elevava ogni notte ritto in piè su di una botte con l'ausilio d'un retino ei riempia il suo catino Domandate ora a me che mettea in quel catino ora qui vi svelerò Il segreto che sola so Ei sapea che dopo il sole i poeti son ferventi lascian libere lor menti d'emanar assai parole Allorquando una scappava dalla man di scribacchino ei prendea il suo retino e assai lesto l'imprigionava Quando molte ne conteneva tutte insiem le mescolava così pronte avea ogni dì di poemi da servir Or che storia ho raccontata saper voi vorrea il nome di tal vate che parola ha imprigionata Fate voi cari autori e pensate a tante date lor per noi sono come ori i poeti e gli scrittori che riflettono ogni dì la passion che alberga qui La moral di detta fiaba è assai triste e poco rara Se la mente nel reale non riesce a navigare si rifugia si furbetta in si simile fiabetta Il dolore però resta e allor fugge lesta lesta e rimango allor così corpo informe senza capir Una cosa è si certa se non "sento" son perfetta posso viver bene, sì Ma se il cuore ancora sente fugge via la mia mente Libra l'alma corpo giace non più schiava del dolore non mi pesa più il mio cuore più nessuno può toccare mio involucro loquace ed è questo il mondo che a me piace
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Quando si son provate "quasi tutte" le vie, si cerca una via di scampo nel mondo della fantasia; tristemente anch'essa ci riporta sempre... al punto di partenza e si vorrebbe non avere più nulla... se non "il nulla" Dedicata a noi... narratori per diletto, pensatori per difetto

L'autore
Anna Elvira Cuomo

Anna Elvira Cuomo, nata a Taranto, città in cui vive e lavora, si definisce “narratrice per diletto, pensatrice per difetto”. Ama narrare in lirica e in prosa, poiché scrivere per lei è un momento ludico ma anche di catarsi. La scrittura, di fatto è una passione che coltiva e custodisce gelosamente. Raccoglie emozioni

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Commenti (6)

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Asociale20 luglio 2010

molte volte ho pensato che sarebbe bello essere cretini per non avere pensieri ... non esisterebbero preoccupazioni malinconie dolori ... ma tutto sommato o non si può essere cretini o forse è meglio così ...vivere anche le amarezze ... e allora si fantastica come questa bellissima "fiaba"

Kiaraluna20 luglio 2010

La fuga dalla realtà attraverso la fantasia, che non ha ali abbastanza grandi e forti da portarci così in alto da sfuggire alla sua gravità...ma l'importante è continuare a provarci Anna... e questa fiaba è davvero un sorso di dolcezza. Brava davvero, ti abbraccio.

Pi Greco20 luglio 2010

Bella l'idea, brava l'autrice nello svilupparla. Ho anche gradito il contenuto. Unico appunto sullo stile scelto, che pur calzando bene con quanto scritto non mi ha entusiasmato, ma è una questione di gusti. Alla prossima.

luigi8820 luglio 2010

Direi che per quanto si possa trattare di una fiaba, rivela dei lati estremamente di peso: da una parte si trova il tema della scrittura come ruota in movimento perenne che quasi coinvolge il suo artefice in una danza senza sosta, dall'altra si trova la parte più malinconica che ci riporta a stati di evasione dalla realtà, in cui trovare quel "rifugio" dalle offese del reale... questa doppia anima si ritrova nella leggerezza data dall'abbonadanza di vezzeggiativi e d'altro canto nell'andatura molto cadenzata che conferisce quasi il tono di una profezia...è stato detto che da arte nasce altra arte, c'è un filo che da una sensazione ne pretende altre, ed è l'unica speranza di vivere di poesia senza dover per forza fuggire dal reale... chapeau!

Enio Orsuni20 luglio 2010

se questa è fiaba i favolieri chiudono bottega per lasciare spazio ai poefavolieri come te. piaciuta e apprezzata!

Hai addolcito con le parole di una fiaba con il ritmo di una soave filastrocca un'amara verità che tutti ben conosciamo: cerchiamo di alleviare i pensieri, i dolori, le preoccupazioni rifugiandoci nel mondo della fantasia, lasciando parlare il nostro io bambino, che ancora cerca i sogni e le illusioni, ben sapendo che la realtà è avara di zucchero, per il nostro cuore affaticato...