Cesare
Augusto Picci
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Calpurnia ha gli occhi scuri ed un presagio,
le lodi a Giove che ha innalzato Alfano
portan scompiglio e il popolo romano
che è solito risponder con suffragio
con più coscienza e al tempo più coraggio,
capovolgendo il pollice e la mano,
potrebbe in un sol colpo render vano
qualsiasi vaticinio e ogni sondaggio.
Son giorni cupi e assai poco felici
difficile capir che verrà dopo
ma conoscendo chi sono i nemici
meglio sarà forse guardarsi all'uopo
da chi sa usar la sica fra gli amici
per evitar ciò che non scansò il topo.
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L'autore
Augusto Picci
Commenti (1)
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Enio Orsuni21 luglio 2010
anche tu bruto, figlio mio... la solita lotta per il potere. chi tanto in alto va cade sovente... stupendo sonetto evocativo.

