Ballo sulla pelle del dolore

La sofferenza non sarà mai la mia pelle,
ma la mia spada per affrontarla.
Il dolore non mi renderà mai la sua geisha,
l'ho sempre sottomesso.
Dove sei, anima mia a medicarmi le ferite
con le gocce del tuo paradiso!
L'offesa per me non è l'uomo nero,
ma sassolino che tolgo dalla scarpa
e piangendo cammino,
Perché io non ci sto!
Con i pugni asciugo le lacrime
e rido e scherzo e mi diverto,
perché io non ci sto!
E ballo sulla pelle del dolore.
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Commenti (2)
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Gaia22 Tiziana Porcelli25 luglio 2010
Da brivido le parole... che penetrano nell'intimo come quel sassolino che spesso ognuno di noi deve sopportare ma che non per questo ci riesce a piegare... Lo possiamo togliere, resterà la ferita su cui continuare a camminare ma... non ci potrà fermare quel dolore... C'è grande forza in questi versi... una forza che induce a continuare ad andare avanti, nonostante le difficoltà... Versi condivisi e letti con apprezzamento.
alessio carlini25 luglio 2010
e la poesia prende forma... immagino un rito ancestrale dai ritmi ipnotici e tribali ... piedi nudi e terra gialla polverosa tra la tua bellissima danza. molto forte e riflessiva un abbraccio

