Asfissia

Anna Elvira Cuomo, nata a Taranto, città in cui vive e lavora, si definisce “narratrice per diletto, pensatrice per difetto”. Ama narrare in lirica e in prosa, poiché scrivere per lei è un momento ludico ma anche di catarsi. La scrittura, di fatto è una passione che coltiva e custodisce gelosamente. Raccoglie emozioni
Commenti (5)
Sottolineo il fatto che la sintassi spezzata dei versi così asciutti nel loro procedere, è il l'inizio di una contraddizione tra ciò che si vuole dire e ciò che in realtà non si riesce a comunicare o inconsciamente non si riesce ad esternare... c'è un filo rosso che collega la canzone con la poesia: nell'incipit, la reiterazione del suono bilabiale "m" è un'esternazione involontaria di un silenzio obbligato (in effetti questo suono nasce dall'unione delle labbra e dall'esplosione successiva)...così inizia una scia di significato che contrappone il silenzio del"nessun suono o clamore per ore" al pagliaccio ridicolo che si mostra sorridente, non per comunicare il messaggio rimasto ignoto, ma per l'assurdità di non riuscire a dirlo... chapeau!
Bella poesia. Particolarissima. Direi geniale. Molto apprezzata per forma e contenuto.
Uso sapiente dei vocaboli, che sembrano uscire da labbra che balbettando vorrebbero urlare ciò che sale dall'animo angosciato, ma che restano imprigionati in gola. Povero pagliaccio che deve ricoprire il ruolo di colui al quale la gente chiede soltanto di farla ridere, incurante dei suoi sentimenti. Mendicante d'amore nasconderà le lacrime sotto la biacca che ricopre il viso...
di grande coinvolgimento questo amaro sfogo espresso in stringe concise di amarezza
Una descrizione di ASFISSIA dell'anima, scritta in modo diretto e suggestivo, che si insinua nell'esistenza dell'autrice, in ogni respiro e battito del cuore, a causa di una regolare mancanza di ossigeno. Pare difficile trovare la chiave che possa aprire la porta di quella libertà, per poter tranquillamente vivere, affinché l'angosciante stato d'animo, come un venticello, venga buttato fuori dall'anima della poetessa. Leggendo, si avverte la situazione di impotenza per mezzo di quel senso di asfissia che, per l'appunto, opprime. Poesia dal contenuto efficacemente triste!





