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Uomini 28 luglio 2010 · lettura 1 min · 1480 letture

La fenice

Massimo Mangani 200 poesie pubblicate
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E' già dietro l'angolo lì oltre la cantonata quel giorno lo stanco mondo si fermerà sull'erta del nostro calvario nessuno questa volta espierà le nostre colpe non saremo consapevoli ...non lo siamo mai stati non ci accorgeremo di niente ignari più che mai fino al compimento le bianche coltri non bacieranno più le vette in cielo gli uccelli non intrecceranno più i voli non guizzeranno più i pesci nelle acque i bimbi ai giardinetti non emetteranno più schiamazzi non udremo più le loro urla le loro risa percorreranno giorni senza fine le immutabili stagioni l'incendio devastante lascerà solo ceneri e la fenice questa volta non rinascerà.
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Massimo Mangani
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Commenti (6)

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Silvia Cingolani28 luglio 2010

mamma mia questa poesia è veramente senza speranza... molto bella e molto malinconica, però io credo che bisogna sempre averne un po' di speranza, a tutti gli uomini è concessa un'altra possibilità

Silvia De Angelis28 luglio 2010

Versi amari, posati su un immediato futuro, che non vede alcun tipo di sbocco, ma nel quale tutto sembra fermarsi in una profonda involuzione... Lirica stilata ottimamente, molto piaciuta

Marisol5828 luglio 2010

Tanta amarezza si legge in questi bellissimi versi che io interpreto come un presagio per la fine della vita sulla terra. Stupenda poesia.

Struggente consapevolezza di una inevitabile fine alla quale nessuno potrà sottrarsi. Purtroppo non sarà come la fenice che rinasce dalle proprie ceneri. Ma chissà, a me piace pensare che qualcosa di noi rimarrà e che la nostra anima sarà eterna.

Berta Biagini28 luglio 2010

Più tenebrosi di così non potrebbero essere questi versi – tutto lascia pensare a qualcosa di definitivo, una strada senza ritorno.

M
Maria Rosy29 luglio 2010

Tristi versi. Definitivi. Lirica molto amara ma almeno un lumicino... domani?