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Impressioni 29 luglio 2010 · lettura 1 min · 3581 letture

Aquiloni in città

Maria Grazia Vai 701 poesie pubblicate
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S'impigliano tra le antenne arrugginite e le grondaie sporche Sopra i tetti e le ringhiere Sotto le griglie dei portoni e sui cancelli chiusi S'infilzano come vecchie cartoline d'indirizzi ormai smarriti Pensieri sopiti sobbalzano tra le buche, i dossi i tombini rotti e l'odore stagnante di catrame Mentre ascolto in solitaria il grido stanco di un gabbiano che scompare tra i semafori e le nuvole grigie di Milano.
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I gabbiani sul Naviglio di Milano: sembrano vecchi aquiloni, scoloriti ... persieri sbiaditi di un'estate ormai (già) dimenticata...

L'autore
Maria Grazia Vai
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Commenti (7)

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Lidia Filippi29 luglio 2010

Pensieri come aquiloni stanchi che cercano di planare, invisibili, e si solleva come nebbia un velo di malinconia nel cielo. Bella e un po' malinconica Complimenti

D
Dalassa29 luglio 2010

Il noto grigiore di questa città, il suo vestito di cemento non copre i pensieri e le emozioni che volano da un animo che vorrebbe far evadere il suo sogno. Bellissima.

Asociale29 luglio 2010

è uno stereotipo il grigiore di Milano ... è grigia come son grige tutte le altre città quando le nuvole non fan volare gli aquiloni dei pensieri ... piaciuta

Clara Gismondi29 luglio 2010

Mi piace molto il contrasto dell'aquilone come un pensiero che non trova il giusto cammino per liberarsi dalla ruggine e dal grigiore ... Immagini struggenti che mi portano alla solitudine tanto sofferta, a ricordi andati che ritornano ad una città che spesso sta stretta... Molto bella e coinvolgente!

Salvatore Ferranti29 luglio 2010

una poesia su Milano e sul grigiore metropolitano. a me tante volte ha ispirato tristezza, quando mi capitava di passeggiare per le sue vie... bei versi.

Eppure... io ho respirato le sue nebbie dense come zucchero filato, la galaverna sulle betulle del parco Lambro, le guglie al tramonto e le montagne col Resegone in lontananza nelle giornate ventose di primavera, la pioggia sui navigli e l'esplosione della natura nelle aiuole di Città Studi... Ho salutato i treni alla stazione di Lambrate e sono salita sul tram per sentirlo sferragliare... Ma io sto parlando di un'altra Milano, che ora non c'è più e forse è addirittura esistita soltanto nei miei occhi di bambina... Ora non posso nemmeno tornarci, per non piangere la nostalgia di un tempo che non tornerà più.

Elide Fumagalli30 luglio 2010

Eccoli, volano al di sopra di tutto, appesi al filo dei nostri pensieri. Piove malinconia dai loro sguardi, come gocce di nebbia che irrrorano i nostri caldi pensieri di un niente che ti avvolge, distruggendo l'aria che ti arrideva di primavere sopite in essa.