Guardaci
Errante, nel pesto mattino sciolto ai miei piedi
un gracchiare nell'ombra, strillo non umano, sghignazzante
si avvicina fiutando un barlume bianco, nel macabro.
Nero, il cielo o quel che rimane orfano dell'ospitalità
Covo di simili animali, finiti a raccattar commozioni
Udiamo fuggir spaventate le colombe, diritte verso il sole
Esultanti scherniamo l'ennesima minaccia all'ipocrisia.
Un coro nero avvolge la morte, e lei ci osserva divertita.
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
G
Tutte le opere →
L'autore
Garrius
Chi sono io? Solo il frutto del mio ieri ed il residuo del mio domani. Per passione o per completezza mi diverto a comporre pensieri. Scelgo di non lasciare un autocommento poichè domani potrei improvvisamente sentirmi diverso, ragiono cosi, più o meno come vanno le cose nella mia testa. Apprezzo i commenti altrui,
Commenti (0)
Accedi per lasciare un commento.Accedi
Ancora nessun commento. Scrivi il primo!