I miei adorabili gufi
Giorgia Spurio
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Conati di vomito
alla febbre del mattino
Le allucinazioni mi asciugano
sudore sul lenzuolo,
sindone del peccato.
Scalza passeggio,
deportata negli inferi dei serafini
E spine al dorso del piede
dove le stigmate sono dalla lingua
adorate, colonia del secolo quindicesimo
la mia terra sul seno issano le bandiere
Se il sogno, o tu, insolente
nuova dèa del rancore,
mi tieni stretta al cappio
alla mia cuccia di legno e falsa nuvola
attacco lì il mio sangue ai chiodi,
alle caviglie ti lascerò dono della mia pelle
all'attrito sfrega il ferro,
anelli di manette alle catene
il mio fantasma esiliato dai gufi
dove i miei occhi rossi non avranno plagio
e masticherò dei lombrichi la carne.
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L'autore
Giorgia Spurio
Commenti (2)
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mfm Luigi Mancini3 agosto 2010
Qualcuno mi ha già parlato di te... Sei . Complimenti.
Clara Gismondi3 agosto 2010
Poesia noir che si addice a musica metal... Ti addentri nei meandri di una mente allucinata e arpioni i fantasmi creati ... Molto suggestiva e ben scritta.

