Hic sunt leones
Maurizio Melandri
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Facendo rotta all'infinito
si metta in conto
d'arrivare al punto d'invalicato orizzonte
oltre il quale ogni mistero
sprofonda dentro ignota terra
E' il destino di chi osa
il dolore di chi cerca
é l'ebbrezza di superar se stessi
per ritrovarsi ancora vivi
Ognuno cela dentro di sé il sole
le nostre nuvole sono le paure
Ma valicato il confine del frequentato
altro non resta che aprire mente
e sprofondare nel varco aperto
Uccidendo l'insopportabile dolore di esistere
accarezziamo onde di fresca beatitudine
sospinti alfine oltre queste colonne d'Ercole.
©
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L'autore
Maurizio Melandri
Si può definire quello che si é usando parole più o meno appropriate, termini anagrafici e sociali che tratteggino il proprio inserimento in questa società od il malessere di viverci... Poi c'è un modo più sottile e veritiero di descrivere quello che si é ed è rappresentato dal proprio mondo interiore, dalla prop
Commenti (2)
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Alessandra Ciprietti8 agosto 2010
Il nostro caro ignoto... com'è grande il desiderio di sapere cosa si celi al di là del confine e di riuscire a superare i nostri limiti, così piccoli ed insignificanti. Stupenda poesia accompagnata da musica che fa respirare l'anima.
M
Malchiodi Stefano Edoardo19 febbraio 2011
Una delle poesie più belle ed emozionanti che ho letto fino ad ora... complimenti, non lo dico a tutti

