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Questa pagina ha una colonna sonora scelta da Anna Elvira Cuomo
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Donne 7 agosto 2010 · lettura 1 min · 8916 letture

Escapologia

Anna Elvira Cuomo 263 poesie pubblicate
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senza mani, senza toccare solo con la boria del tuo alitare alimenti inferno di mille giorni ci sono donne chiuse in gabbie di cielo dove il sole è nascosto da catene fatte di nuvole imbavagliate da soffusi ricatti le palpebre come argini possenti su fiume in piena di stille in coda agli angoli degli occhi donne senza una strada senza un domani da inventare marciscono nell'essere con mani sotto le gonne di sogni bambina son lastricati sentieri di donne chiuse tra urla mute e sguardi in sordina polvere ricopre vecchie intenzioni ingrigia sin anche l'arcobaleno escapola anima da corpo straziato sorvola quel boia innalzati ancora innalzati ora
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Ognuna di noi ha ai polsi delle catene fatte di nuvole, che nessuno vede; ogni giorno, queste donne, lanciano un richiamo fatto di "sguardi in sordina" e di "urla mute" che, a volte, qualcuno raccoglie... grazie a coloro che lo fanno L'escapologia è la branca della scienza illusionistica che sta ad indicare la capacità di un mago di sapersi liberare da costrizioni fisiche e ambientali

L'autore
Anna Elvira Cuomo

Anna Elvira Cuomo, nata a Taranto, città in cui vive e lavora, si definisce “narratrice per diletto, pensatrice per difetto”. Ama narrare in lirica e in prosa, poiché scrivere per lei è un momento ludico ma anche di catarsi. La scrittura, di fatto è una passione che coltiva e custodisce gelosamente. Raccoglie emozioni

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Commenti (4)

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Raggioluminoso7 agosto 2010

Versi molto significativi che sono denuncia a nome di tutte coloro che non sono in grado di reagire e moltissime ne sono di donne così. Moltissimi sono i meccanismi che non fanno liberare quelle catene, se ci fosse più conoscenza e coscienza, forse le cose sarebbero diverse e molte vite si potrebbero salvare. Molto apprezzata!

P
Palma V7 agosto 2010

Questa poesia è molto bella e soprattutto nella seconda strofa -"ci sono donne chiuse in gabbie di cielo dove il sole è nascosto da catene fatte di nuvole",qui in questa strofa trovo, purtroppo, fatti reali della vita di tutti giorni. Infine le voglio fare i complimenti per aver scritto questa poesia molto significativa.

Ecco perché è necessario parlare, parlarne fra di noi: per esorcizzare la paura, per sciogliere i nodi e i vincoli che ancora ci incatenano alla paura e alla vergogna!

luigi888 agosto 2010

Certo il tema è uno di quello che suscita indignazione in chiunque abbia un minimo di cervello. Questa poesia è emblematica dei due poli opposti che si creano in situazioni simili: da una parte l'incubo della costrizione (gabbia di cielo, sole nascosto, catene) e dall'altra il sintomo della liberazione che può giungere con la forza di volontà, come mostra la chiusa protesa verso il bello che non sembra più appartenere ad una persona privata della sua dignità...Urla mute e sguardi in sordina: sono queste le colpe che chi è intorno dovrebbe sentire, perché la voce non ha più eco e tutti ignorano a volte, ma come la poesia suggerisce, si può sorvolare quel boia e tornare lì dove il sole è ben visibile per una donna che torna bambina... chapeau!