La colpa
Quale medico potrà curare,
quella colpa del mancato paradiso
che ti fu data
come origine dei tempi,
chi potra sciogliere
le ossa di quella costola
e far tornare polvere la tua stirpe
e veli e burka
di te non fu la scelta
ma di chi le storie scrive;
concubina o moglie ubbidiente
pregio ti è riconosciuto
nell'esser schiava.
Se un maschio del tuo imene
provocherà rottura,
facile sarà essere colpevole e prostituta.
Se genio sarai
e strega non ti potranno chiamare,
sarà tra le tue cosce che andranno a guardare
lì dove scorre il sangue di una breve stagione
che tutto il resto è da secchione;
di te la traccia è quella di partorir l'umana specie
e ti chiameranno Uomo, nello specificar la razza.
Tu fiore reciso ad abbellir la tavola
del piccolo despota di turno,
tu non t'ami
e del tuo sentire l'essenza,
attendo tua saggezza
che sia il risveglio di una strada nuova
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
L'autore
Veitla
Sono nata in umbria, vivo da moltissimi anni a Roma. Nella poesia ho trovato quelle cose che nella vita di tutti i giorni sembravano dimenticanze. Non ho studi scolastici importanti...ma gli esami continuano, vivendo...
Commenti (3)
Accedi per lasciare un commento.Accedi
Raggioluminoso7 agosto 2010
Molte le problematiche femminili trattate in questa lirica. Versi a esplicitare tematiche quanto mai importanti. Piaciutissima la chiusa!
Nemesis Marina Perozzi8 agosto 2010
Potente analisi dell'essere donna in una società declinata al maschile! Imparare ad amarci di più:questo dovremmo fare, per riequilibrare il mondo!
Giacomo Scimonelli16 gennaio 2012
versi di denuncia... versi che chiariscono ancor di più i tormenti che vivono molte donne al giorno d'oggi... la donna considerata solo schiava del padrone uomo... buona a procreare e poi...!!!??



