Sbagliando s'impara, ma non sempre la vita ci dà l'opportunità di rimediare
Lucia Volpi
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Cantavi
sul seggiolino di faggio
e le tue braccia allungavi
una spinta in avanti
e una all'indietro
cigolava l'altalena
mentre i tuoi capelli
svolazzavano contenti
accarezzando
le tue gote illibate.
Ora piangi
quei momenti scomparsi
rammentando i sogni infranti
regalati a cacciatori di sciocchezze
che hanno tolto la tua essenza di donna.
Ti manca quella spinta
che s' è arrestata sopra una pianta
non c'è più quel vento
che t' accarezza la fronte,
nemmeno il sole
a illuminare il tuo giardino.
A braccia conserte, aspetti invano
che crescano fiori da un vaso senza terra.
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L'autore
Lucia Volpi
Commenti (3)
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Raggioluminoso8 agosto 2010
Dai sogni alle disillusioni. Dalla gioia di essere lietamente trasportati dalla leggerezza d'un'altalena con il vento che accarezza, all'impotenza e immobilità. Poesia totalmente condivisa!
Silvia De Angelis8 agosto 2010
Immagini e sensazioni che mutano, col passare del tempo, e che forti disillusioni macchiano d'ombrosi pensieri... Lirica piaciutissima
Nemesis Marina Perozzi9 agosto 2010
Non dondola più, l'altalena della nostra spensieratezza... La vita si è rivelata un grottesco inganno, in attesa dell'oscillare della falce che si abbatterà su di noi liberandoci degli incubi che si sono presi i nostri giorni migliori.



