Cosa sappiamo della morte

Sono Moreno nella vita reale e never- more (assoluta negazione) quando esprimo emozioni in parole. Nato a Bologna nel settembre del 1959, vivo nelle dolciniane valli della Valsesia. Ottimo gourmet amo la buona cucina abbinata a buoni vini. Questa mia passione culinaria è stata per un importante periodo della mia vi
Commenti (6)
Già, nulla sappiamo di quest'ignoto che ci attende, ma la speranza di ricongiungerci con coloro che già si trovano al di là del guado... Quella sì, per noi è una certezza... Deve esserlo!
Un vecchio detto dice "la speranza è l'ultima a morire!" – guai se non ci attaccassimo a queste parole, sperare di ritrovarsi è quello che aiuta ad andare avanti facendoci immaginare come ancora potremo gioire insieme per l'eternità.
che cosa sappiamo della morte? ... una domanda senza risposta ovviamente, ma mi piace molto come l'Autore ha saputo vestire la madama morte, pietà per chi soffre, magari di un male incurabile e nefasta quando falcia le giovani vite... quando sembra una bestemmia, un'ingiustizia... la chiusa poi è un capolavoro... infine liberazione e ricongiungimento ... lo spero anche io...
condivido il pensiero dell'autore verso questo ignoto e terribile mistero, soprattutto la nota. credo che il dolore del lutto sia da vivere con dignità e rispetto senza manifestazioni in frasi d'obbligo e d'imbarazzo.
Cos'è la morte? La fine di ogni cosa o forse solo un cambio di stato? Nella società attuale la morte è uno spauracchio che va tenuto nascosto, quasi fosse una sconfitta, quasi fosse una vergogna... forse dovremmo tornare alla base, alla saggezza degli antichi, alla morte come compagna del nostro cammino, potrebbe essere lo stimolo a cercare una briciola di eternità, o a non rimandare a domani ciò che si può fare oggi, o una semplice certezza: quella che siamo a tempo determinato. L'autore con impagabile maestria e sensibilità ci ha messo di fronte all'eterna domanda dell'uomo in una poesia di una bellezza ineguagliale.




