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Ribellione 10 agosto 2010 · lettura 1 min · 3418 letture

Vuoto

Anna Elvira Cuomo 263 poesie pubblicate
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Entromi con forcibe unghiato ad estirpar parassiti in luoghi tetri di future intenzioni Trovo macerie raggranellate in mille sere briciole di desiderio frantumato sotto greve respiro Pesante fardello opprime strappami il cuore rendilo eterno - tirami fuori da qui - M'aggiro spaurita tra mani voraci manipola mente serpente loquace - tirami fuori da qui - Veleno che invade nel vomito ricaccio strappami il cuore - Tirami fuori da qui - Fallita delusa ansante di corsa prendimi strappami il cuore e TIRAMI FUORI DA QUI! Tirami fuori da questo vuoto di anima e carne Tirami fuori da me - salvami da me -
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entromi (sta per entro in me)

L'autore
Anna Elvira Cuomo

Anna Elvira Cuomo, nata a Taranto, città in cui vive e lavora, si definisce “narratrice per diletto, pensatrice per difetto”. Ama narrare in lirica e in prosa, poiché scrivere per lei è un momento ludico ma anche di catarsi. La scrittura, di fatto è una passione che coltiva e custodisce gelosamente. Raccoglie emozioni

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Commenti (5)

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Stefano Sivo10 agosto 2010

E' angosciante l'atmosfera che si respira in questa tua... Sono versi che sanno di paura... di voglia di fuggire dai "serpenti loquaci" e "manipolatori"...ma nello stesso tempo... di fuggire da stessi o come megli palesi nella chiusa di "...salvarti da te..."...tendi le mani verso l'alto... non smettere di cercare queste mani che ti strapperanno dal tuo enorme vuoto di "anima e carne"...

Kiaraluna10 agosto 2010

Nessuna prigione è più inespugnabile del nostro stesso essere. La libertà non è fuggire...è amarsi. Bellissima da meditare.

Asociale10 agosto 2010

una sofferta invocazione d'aiuto in questa tua ricerca di uscire da un tunnel d'angoscia ... bella seppur nell'iquietudine che trasmette

È un crescendo di angoscia, un'invocazione disperata, rivolta a quel frammento di carne e di anima che ancora non sono stati contagiati da una follia che sembra non avere fine. Un vuoto che ha progressivamente corroso anche l'aria che respiriamo, che ci impedisce perfino di ragionare, se non per implorare un salvataggio che non arriverà. Nessuno può salvarci da noi stessi se non... proprio noi... 

Anna Maria Scamarda11 agosto 2010

Una poesia che esprime un forte ed inquietante stato d'angoscia. Artisticamente ben stilata. Bisogna superare l'angoscia, con forza e determinazione. E per farlo bisogna uscire da tutto ciò che può confondere, opprimere e manipolare la nostra mente e la nostra anima. Manca la situazione favorevole per attuare il proposito? Abbiamo tutto il diritto e soprattutto il dovere verso noi stessi, di cercarla e di trovarla. Spesso, si trova già dentro di noi, e tutto quel che ci occorre è tirare fuori il coraggio. Perché la forza maggiore deve arrivare sempre e solo da noi.