Esche d'amore
Giuseppe Monteleone
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Sono stato piegato in lungo e in largo
con un pic velocissimo tra capo e collo
con la testa all'ingiù che fa sangue
sono appeso a un filo di lunga lenza
sbatacchiato in fondo al lago prealpino
con la spada di Damocle tutta su di me.
Lo so... l'ho studiato a scuola quest'anno
il pesce grosso mangia il pesce piccolo
si mangerà pure questa insipida minestra
altri sono qui allineati come dei baccalà
lo so... mal comune mezzo gaudio mi consolo
così con un bel proverbio d'annata?
D'amore non si muore quasi mai – si mormora -
lo so... l'avevano detto quattro amici al bar
ma di pesca sì ne parlavamo proprio ieri
sono un lombrico proprio sfortunato.
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L'autore
Giuseppe Monteleone
Sono nato a Locri (RC) il 23 settembre 1957 nella casa del Gelsomino, nel quartiere della Ficandianara tra il mare e gli aranceti della costa ionica. Ho vissuto fino al 1970 a Santa Caterina dello Ionio (CZ) in mezzo alle Serre calabresi e mi addormentavo con la luce del faro di Punta Stilo. A Vinci (FI) la città di
Commenti (3)
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Citarei Loretta Margherita10 agosto 2010
ironica, ma non sei il solo ad esser lombrico sfortunato, bei versi complimenti
Antonella Modaffari Bartoli10 agosto 2010
Cerca di schivare i fiumi, non vorrei che finisse nella pancia di qualche trota padana! Buone vacanze.
Sergio Melchiorre12 agosto 2010
Poesia (auto) ironica scritta come sempre in modo mirabile. Siamo tutti un po' esca e pescatore!


