Il giorno del silenzio
Michele Aliberti
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E venne il giorno del rumore.
Confusamente disseminato
di parole,
esplosive di emozioni
e spente solo dalla notte.
Quella notte che arrivava
con le sue braccia lunghe,
quasi protettive,
a calmare l'impeto
e il dolore,
a colmare il vuoto
lasciato dal profumo
di un sentimento
giovane ma vecchio,
incauto fino alla fine.
Quanto fragore
rumoreggiante amore,
prima di sospirar
la quiete,
prima di ritrovar
la vita!
©
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L'autore
Michele Aliberti
Credo che ognuno possa esprimere le proprie sensazioni, le proprie emozioni: trasformare i pensieri un parole. Scrivere è come lanciarsi in caduta libera, senza paracadute, sapendo di non farsi male, credendo di poter volare, per amare le cose della vita e farsi amare dalla vita!
Commenti (2)
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Stefania Bucari11 agosto 2010
bellissima Michele... e quando tutto finisce, quel silenzio logora... uccide... forse più dell'Amore in sè che vola via...
mario calzolaro12 agosto 2010
Un sospiro, lungo, di atteso sollievo... quest è la poesia di Michele che abbiamo letto. Molto bella, vera, sincera. Apprezzata.


