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Impressioni 12 agosto 2010 · lettura 1 min · 6996 letture

Bianca... si tinse di vermiglio

Giorgia Spurio 671 poesie pubblicate
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Le spine, le raccolgo una ad una dal mare e le rose sembrano sbocciare solo per un illuso istante in cui sfiorare il destino e perdermi sulle sue labbra. Se il bacio avesse il sapore... Il gusto delle tracce sulle tombe Se la carezza avesse il profumo... L'odore delle sigarette lasciate accese Corrosione di detriti mancanti di giunchi mozzati, di ferro dal fabbro forgiato sotto percosse sarebbe ora il robot del mio corpo. Aspettai l'alba Attesi tutto il buio della notte Volli da lontano sperare almeno una stella per vedere cadere la neve sul fuoco Intorno ai falò sembrano ancora riecheggiare canti di contadine e megere, ai cesti di vimini e alle foglie di pane l'aroma del granoturco, e da sotto i grandi scialle la superstizione. Quando l'ultima figlia della terra cadde dal tetto della casa... candida la vergine come fiori bianchi di vermiglio... Nessuno pronunciò del crimine il suo vero nome... Nessuno pianse per il suo suicidio.
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Giorgia Spurio
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Commenti (7)

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È l'innocenza che muore, tingendo di rosso la veste bianca della sua verginità, testimone scomoda della superstizione, che tutto corrode e corrompe... Non fu uccisa da altri, ma decise consapevolmente di sacrificarsi per mantenere intatta la sua purezza, per non essere infangata dal tempo, che lentamente l'avrebbe trasformata in un'orribile megera. Così l'ho interpretata, ma so bene che la mia fantasia a volte mi fa uscire dal seminato...

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mfm Luigi Mancini12 agosto 2010

Lasci sempre un segno con le tue parole. Vorrei saper dire di più ma riesco solo a dirti che sei davvero POESIA!

Enio Orsuni12 agosto 2010

poe molto coinvolgente da far accaponare la pelle letta e riletta con partecipazione fino alla potente chiusa. sicuramente da fiocco!

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dragonero12 agosto 2010

non male, anche se a tratti si lascia trasportare da una enfasi forse eccessiva, ci sono alcuni passaggi notevoli (piaciuta molto l'immagine "Quando l'ultima figlia della terra cadde dal tetto della casa... candida " lo scritto è molto introspettivo nato sicuramente in un momento di disagio il tempo delle parole spazia in molte direzioni immergendo il lettore in un passato che sento remoto, resta l'idea di una mancanza da colmare ... vedremo f

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dragonero12 agosto 2010

non male, anche se a tratti si lascia trasportare da una enfasi forse eccessiva, ci sono alcuni passaggi notevoli (piaciuta molto l'immagine "Quando l'ultima figlia della terra cadde dal tetto della casa... candida " lo scritto è molto introspettivo nato sicuramente in un momento di disagio il tempo delle parole spazia in molte direzioni immergendo il lettore in un passato che sento remoto, resta l'idea di una mancanza da colmare ... vedremo f

mario calzolaro12 agosto 2010

Si legge e si viene trasportati nell'ambito mentale dell'Autrice... impossibile non condividerne il sentire, non godere ed apprezzare le sue indiscusse suggestioni.

Salvatore Ferranti13 agosto 2010

incantato di fronte a questi versi, come un bambino di fronte ad una nuova avventura...