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Introspezione 13 agosto 2010 · lettura 2 min · 2796 letture

L'isola del tesoro

mario calzolaro 369 poesie pubblicate
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Quell'orto dove giocavo da bambino. Lo rivedo con gli occhi dei ricordi Avevo sei anni, il dopoguerra. Ritornavo da Venezia a Taranto La mia casa, in Arsenale, "orto di guerra" già fonte di approvvigionamento per la marina militare. Fu il mio mondo per alcuni anni. Tanti marinai vestiti di bianco nessun bambino con cui giocare. Crescevo, nel mio mondo chiuso, vivendo da piccolo selvaggio scoiattolo solitario tra zolle di terra odorosa le more di rovo, il fico ed il gelso. Isola incantata per un inconsapevole ed involontario Peter Pan Le uniche "fughe" i libri o quanto vi fosse da leggere da tradurre -ogni giorno- in viaggi ed avventure: scorrere i mari su nave pirata, con Achab, a bordo della Pequod sulle scie di Moby Dick il leviatano, verso la luna a cavallo dell'ippogrifo, su, nei cieli, in gara col Barone di Munchausen, su una palla di cannone, guardingo nelle strade della Via Paal! Oltrepassando i confini di quell'orto mi addentravo in un cimitero di enormi eliche di nave e, seduto su un'elica di ottone, viaggiavo; il mare era lì, a due passi col suo odore forte di salsedine e jodio. Uno scosceso dirupo mi portava inavvertitamente ai fasti di Taranto magnogreca fu inseguendo una grossa lucertola o una biscia, non ricordo, che mi ritrovai tra i cunicoli della necropoli frammenti di lekythos in ceramica qualche piccola moneta di bronzo mi facevano sentire un re nella sua isola del tesoro. Persino il ricordo del primo amore infantile è legato a quell'orto. E i Natali, freddi di neve. E tanto altro passa e danza davanti ai miei occhi il canto del gallo al mattino soverchiato dalla tromba che suona la sveglia ai marinai, ed a sera, a tacitar le rane, il "silenzio" foriero di quiete notturna. Ma il ricordo più dolce è legato alla mia mamma che accorata attendeva ogni mio ritorno. Dio cosa darei per ritrovar quegli anni.
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© Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.

...immagini e suggestioni dai miei ricordi d'infanzia.

L'autore
mario calzolaro

Sono nato a Taranto,e ci vivo . Sono un avvocato,penalista. Amo scrivere poesie.Amo il teatro,il cinema,la poesia,la letteratura , l'Arte in genere,la fotografia ed i fumetti. Colleziono dipinti contemporanei ed arte figurativa , arte giapponese del XVII,XVIII e XIX secolo ( netsuke,inro,ojime,stampe).

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Commenti (10)

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Salvatore Ferranti13 agosto 2010

che emozione, leggendo questi versi! e l'isola del tesoro, poi... uno dei miei libri preferiti. l'avrò riletto quattro o cinque volte... versi che conserverò nel cuore. grazie.

Kiaraluna13 agosto 2010

Il viaggio interiore che ripercorre gli angoli più suggestivi dell'infanzia, i più cari e dolorosi a volte, ma porofondamente intimi. Perle d'inestimabile valore, semi i cui frutti siamo noi, quelli di oggi, forti e fragili, imperfetti e meravigliosamente veri, veraci, crudi, come la vita, piccola e immensa come quell'orto radicato nel tempo. Intensità e forza espressiva, una grande Poesia emersa dalle profondità dell'anima.

P
Pp13 agosto 2010

Capolavoro assoluto! Nei versi tutta la forza sognatrice del Poeta. Complimenti, da segnalare e conservare. Con la musica poi... E' scesa una lacrima.

Silvia De Angelis13 agosto 2010

Versi introspettivi, elaborati con profonda espressione dell'animo, e su cui è stato piacevole soffermare delineata attenzione... Lirica molto apprezzata

Enio Orsuni13 agosto 2010

bravo mario! mi hai fatto rivivere quei tempi che come te ho vissuto di cui mi resta solo il ricordo vivido più che mai.

ognuno di noi ha ricordi fantastici che accompagnano la vita, quelli della fanciullezza sono sicuramente quelli migliori dove la fantasia era pane quotidiano, dove bastava poco per farci sentire invincibili, dove un profumo o un oggetto diventava fatato. Questi tuoi versi sono scritti con lo stesso entusiasmo di allora si sente vivido il ricordo... molto coinvolgente

c
cristina biga13 agosto 2010

Mario questa non è poesia è musica è un dipinto in versi, dove rispecchiare i nostri ricordi, è un fuoco di nostalgia che brucia dentro... Tornare indietro non si può, per fortuna restano i ricordi, quelli nessuno c'è li può togliere... La scelta del sottofondo musicale è stupenda, mi hai fatto piangere in senso buono... GRAZIE... Ci risentiremo lunedì vado via fino a domenica, nelle langhe sperando di non prendere troppa pioggia, auguro a tutti un felice e solare ferragosto...

m
maria giammarresi13 agosto 2010

...li ritrovi, nei tuoi ricordi... tutto resta dentro di noi, in maniera indelebile. A volte, sembrano ofuscate dalla vita frenetica, dalle mille cose che ci prendono ... Loro, le sensazioni, i profumi, le persone, del tempo che fu, attendono pazienti ... fino a quando un ritorno, un fruscio, l'ala di un uccello in volo, li riporta in vita, palpitanti, presenti, vive ... magicamente espresse in questa lirica sublime.

Triste13 agosto 2010

Quando ci si lascia andare alla nostalgia, in genere si ricordano le piccole cose, le piccole grandi emozioni che forse un tempo non pensavamo neppure che potessero lasciar traccia. Ma così non è, e mi viene ancora una volta da pensare che dovremmo davvero assaporare ogni piccolo attimo perché anche se breve sarà un attimo che non tornerà mai più. Bei ricordi... struggenti.

L'infanzia, con i uoi ricordi e le sue nostalgie... I profumi, i giochi, i sapori... e le persone che hanno abitato i nostri luoghi del cuore... Ma sopra ad ogni cosa, lei... la mamma... la cui assenza non riusciremo mai a colmare, fino alla fine dei nostri giorni... Mi hai profondamente commossa, perciò conserverò questi tuoi versi nello scrigno delle mie gemme più preziose.