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Impressioni 14 agosto 2010 · lettura 1 min · 7192 letture

Castelli di carta

Giorgia Spurio 671 poesie pubblicate
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Sono nel buio le strade auto mai parcheggiate e gridano i bimbi scalzi nella neve Le sigarette sono appese ai viali Fanali senza fuoco in cenere diventano i lacci delle scarpe legati ai polsi chiedendo il nome ai passanti e un centesimo nella tasca bucata. Attenderò ancora il suono del suo canto lo stridere delle corde sul violino e le dita a rincorrere le note sulla chitarra Sul pianoforte farò sedere i miei stanchi polpastrelli e a loro dirò di chiudere gli occhi I passaggi sono suicidi in ascendenti e discendenti scale su tonalità troppo ampie da poterle raccogliere tutte quante come un bimbo che vuole rubare la luna dall'acqua E le mani sapranno di avere i palmi amari vuoti di ogni ala. Aspettando le mie poesie Che le muse mangiatrici mi portino nuovo cibo Aspettando nuovo odore Quell'affannoso respiro nell'inspirare l'aria della stanza Tenendo il silenzio appeso a un filo trattenuto dai denti e dai gracili pensieri So che presto o tardi Tutte queste carte, architetture tremolanti costruite come castelli, crolleranno.
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Giorgia Spurio
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Commenti (6)

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Anna Maria Scamarda14 agosto 2010

Le impressioni espresse sono davvero spettacolari, nel genere, direi unico ed oltremodo affascinante, trattato dall'artista. Colpita, come ogni volta, da tanta talentuosa maestria. Complimenti!

È incredibile come riusciamo a costruire fantasmagoriche costruzioni, usando tutta la nostra immaginazione, la nostra fantasia, decorandole e impreziosendole con sogni, desideri ed illusioni fino ad esaurimento e poi aspettare di vederle crollare al primo respiro, alla prima brezza...

Enio Orsuni14 agosto 2010

indiscutibile estro nel comunicare i propri pensieri da parte di questa sbalorditiva autrice che ogni volta mi lascia senza fiato. per descrivere le sensazioni avute da questa bellissima poe, dovrei scrivere un libro. mi limito a dire: FIOCCO!

D
DarioC 8514 agosto 2010

credo di aver intuito la notte insonne di un bambino che stà diventando adulto (forse perché vittima di qualcosa di atroce... un abuso). Si sente sperduto, impaurito, indifeso... Sente il cambiamento vicino, quell'istante senza ritorno in cui i sogni crolleranno come castelli di carta... La vita non ha tempo di aspettare i sogni di un bambino. Nessuna esitazione e nessuna distrazione, o si resterà vittime eterne del proprio passato... interpretazione triste, ma così l'ho letta. piaciuta molto!

Salvatore Ferranti14 agosto 2010

le nostre infinite fantasie... ne ricordo tante di quando ero bambino. alcune mi facevano paura, altre mi divertivano da morire... bella poesia.

Tiffany 7014 agosto 2010

Affascinante e coinvolgente come poche poesie lette sinora... una introspezione di grande intensità... Bellissima!