Dammi fiato
You Don’t Know Me
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ruggisce la fiera nel petto
arrota gli artigli e la gola
di rauca voce s'inebria
sento nel vuoto di luce
il fermento che vibra da basso
bestia che socchiude gli occhi
scuote criniera labbra serrate
son uomo infelice
in gabbia di vetro
racchiuso un pugno di rena
sabbia negli occhi
avveleno lo sguardo
son stanco
appassito di dentro
lamento nascosto pensieri
in subbuglio... che voglio?
sempre presente
non voglio più niente mi scoppia la mente
coraggio è quasi finito l'oltraggio
mi merito tanto riposo
amore... dammi fiato
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L'autore
You Don’t Know Me
il certo di me non potrà mai essere rimango nell'incerto * 1° aprile 1958 * you don't know me
Commenti (2)
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Salvatore Ferranti14 agosto 2010
una bella poesia, che mi ha molto coinvolto. versi interessantissimi.
Nemesis Marina Perozzi15 agosto 2010
Ci sono uomini che vogliono essere sempre al centro dell'attenzione, raggirando con la loro studiata infelicità la sensibilità degli altri. Come indomite fiere si avvicinano alla preda e confondono la sua mente, per poterla "cannibalizzare" spolpandola fino all'ultimo neurone.


