Dall’araba Palermo
Dall’araba Palermo in cui fioriva
mille e più anni fa letteratura,
e musica, e commercio, e ogni cultura,
la stirpe mia lontana un dì partiva.
La scelse Federico, per guardare
i pugliesi castelli, ed a Lucera,
immersa in una fervida atmosfera,
la volle con piacere concentrare.
L’interessante vita durò poco:
mentre appariva sempre più vicino
l’alleato del Papa, l’Angioino,
quell’esistenza fu rimessa in gioco.
Abbandonata la circoncisione,
introdotta la carne di maiale,
la gente mia dovette assomigliare,
per ben salvarsi, a tante altre persone.
Per potere ancor meglio dimostrare
la certa ed avvenuta conversione,
cristiana chiesa con la devozione
essa servì, o in via sacerdotale.
Ma i riflessi di origini lontane
scavalcano dei secoli frontiere,
e giardini e fontane sono vere
per me delizie, ciò che mi rimane.
L’odore dell’arancio e del limone
spesso accompagna tante mie giornate,
anche se sono deboli e sfumate
le fragranze di quell’altra regione.
Lettori miei, scusate se la rima
impiego nelle imprese di poesia:
obbedisco a chi la geometria
con convinzione usò mille anni prima.
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L'autore
Antonio Terracciano
Sono un ex insegnante di scuola media (di francese) , e vivo nella cittadina in cui sono nato (a quindici chilometri a nord-est di Napoli) . Da giovane scrissi un centinaio di poesie (quasi tutte adesso da buttare) in versi liberi (e qualcuna anche quasi ermetica) , ma poi, dopo un letargo poetico durato più di trent'
Commenti (1)
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Enio Orsuni16 agosto 2010
sei scusato! oggi purtroppo c'è chi disprezza la rima ma non sa che la poesia nasce proprio rimata. questo si deve alle traduzioni in italiano di poeti del passato che tradotte perdono rima e metrica, così copiando il ritmo dalle trduzioni: tutti poeti! molto apprezzata, belle rime, ritmo e contenuto.
