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Introspezione 16 agosto 2010 · lettura 1 min · 3144 letture

Dall’araba Palermo

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Antonio Terracciano 1000 poesie pubblicate
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Dall’araba Palermo in cui fioriva mille e più anni fa letteratura, e musica, e commercio, e ogni cultura, la stirpe mia lontana un dì partiva. La scelse Federico, per guardare i pugliesi castelli, ed a Lucera, immersa in una fervida atmosfera, la volle con piacere concentrare. L’interessante vita durò poco: mentre appariva sempre più vicino l’alleato del Papa, l’Angioino, quell’esistenza fu rimessa in gioco. Abbandonata la circoncisione, introdotta la carne di maiale, la gente mia dovette assomigliare, per ben salvarsi, a tante altre persone. Per potere ancor meglio dimostrare la certa ed avvenuta conversione, cristiana chiesa con la devozione essa servì, o in via sacerdotale. Ma i riflessi di origini lontane scavalcano dei secoli frontiere, e giardini e fontane sono vere per me delizie, ciò che mi rimane. L’odore dell’arancio e del limone spesso accompagna tante mie giornate, anche se sono deboli e sfumate le fragranze di quell’altra regione. Lettori miei, scusate se la rima impiego nelle imprese di poesia: obbedisco a chi la geometria con convinzione usò mille anni prima.
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Non si può quasi mai essere certi dell’origine del proprio cognome, ma mi piace credere ad un’ipotesi che lo riconduce ai "terrazzani", gli Arabi che l’imperatore Federico II trasferì da Palermo in Puglia e che, alla caduta dell’Impero, furono in parte uccisi e in parte costretti alla conversione e alla dispersione nelle campagne del Napoletano. Cfr., ad esempio, " Federico II ", di David Abulafia, ed. Einaudi. Dedico questa poesia a due mie care amiche palermitane, L . T . e E . G .

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L'autore
Antonio Terracciano

Sono un ex insegnante di scuola media (di francese) , e vivo nella cittadina in cui sono nato (a quindici chilometri a nord-est di Napoli) . Da giovane scrissi un centinaio di poesie (quasi tutte adesso da buttare) in versi liberi (e qualcuna anche quasi ermetica) , ma poi, dopo un letargo poetico durato più di trent'

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Commenti (1)

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Enio Orsuni16 agosto 2010

sei scusato! oggi purtroppo c'è chi disprezza la rima ma non sa che la poesia nasce proprio rimata. questo si deve alle traduzioni in italiano di poeti del passato che tradotte perdono rima e metrica, così copiando il ritmo dalle trduzioni: tutti poeti! molto apprezzata, belle rime, ritmo e contenuto.