Oblio
La maschera di cartone
53 poesie pubblicate
+ Segui
Come ti chiami,
irresistibile oblio,
che maliziosi sguardi semina
in un'anima spenta e arida,
che come il deserto
soffoca ogni alito
di vento e di libertà,
alzando dune, alte,
di immobile incertezza.
Come ti chiami,
indescrivibile oblio,
che rincorri l'ombra,
per non trovarti sola,
e regali il fiore della
tua giovinezza,
libertina primavera di un
lungo inverno di nubi.
Ma col profumo hai disarmato
la mia resistenza,
ed io ubriaco
della tua essenza,
con interminabile morbosità,
ti cerco e non ti trovo.
Come ti chiami,
interminabile oblio,
che un così
grande tormento
genera,
a chi mai ti aveva avuta
così vicina,
ma così intoccabile,
come una stella,
che cade, anzi fugge,
lasciando
il rimpianto di non
averla accarezzata,
di quel desiderio non espresso,
in una notte di passaggio.
Come chiamarti,
indefinibile oblio,
io non so,
ma rimembrare
il tuo sapore,
quell'insaziabile odore,
nel dolore di non
trovarlo più,
può bagnare
e colorare
quel deserto che c'è
in me.
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
L'autore
La maschera di cartone
"Non è vero, dolore, io ti conosco, tu sei nostalgia di vita buona e solitudine di cuore oscuro, di nave senza naufragio o rotta. Come cane abbandonato che non ha traccia nè olfatto e vaga per le strade, senza una meta, come il bimbo che la notte di una festa si perde tra la gente e l'aria polverosa e le ca
Commenti (1)
Accedi per lasciare un commento.Accedi
Calogero Pettineo17 agosto 2010
quando al solitudine ci assale ci vengono in aiuto i ricordi migliori a afr si che tutto sembri normale. versi letti con piacere.

