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Sociale 17 agosto 2010 · lettura 1 min · 7575 letture

La tratta dei bimbi

Giorgia Spurio 671 poesie pubblicate
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Sgozzarono alle pupille nere il cuore Tagliarono al saggio il canuto pianto Marciammo come deportati Bambini senza ricordi Le amnesie hanno affusolate braccia Rettili da tentacoli suadenti I ratti rosicchiavano le corde I cani ringhiavano al bastone E i ragni fuggivano verso buchi senza porte I mocassini arrivavano prima della meta E contavamo le piccole tombe Croci per ogni nostro nome Era proibito ogni madre l'invocare Era vietato ogni respiro l'annusare Il fango ricopriva le nostre narici Scavavamo fosse... per cumuli di cadaveri Pregavamo un Dio che loro non amavano nel dirlo Per madri, avi, padri ormai di un altro cielo Sapevamo che il leone non avrebbe mai ruggito sfidando le fauci dei fucili Avevamo solo chiodi sulle mani Ogni giorno.
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Giorgia Spurio
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Commenti (8)

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Impotenza e rabbia, per la piaga più orribile ed infamante che l'intero genere umano possa aver concepito. Fino a quando ci sarà qualcuno che imbraccia il fucile, il leone non attaccherà. Ma verrà il giorno in cui un attimo di distrazione sarà fatale...

Tiffany 7017 agosto 2010

Angoscia e dramma in questi versi che denunciano una tragedia umana dalle dimensioni apocalittiche... Molto sentita...

Angela Merletti17 agosto 2010

Un capolavoro da lode. Drammatici versi colmi di dolore in uno stile da applaudire.

Calogero Pettineo17 agosto 2010

versi davvero drammatici che esaltano le nefandezze che l'uomo imprime versi i propri simili. molto apprezzata.

B
Benedetta T17 agosto 2010

Eppure, il demone è dentro di noi, non fuori. L'umanità ha in potenza l'orrore. Non possiamo incolpare nessuno. Saremmo potuti essere le vittime come i carnefici. Poesia diversa dalle altre nella sua semplicità, ma vigorosa, cruda. Lascia dietro una scia di silenzio e costernazione. Purtroppo, quello che hai scritto non è immaginario. Brava, Giorgia! Ci vuole coraggio per scrivere come te.

D
DarioC 8517 agosto 2010

certi versi tolgono il fiato tanto sono crudi ed espressivi... sarà che il tema trattato è particolarmente odioso e sentito... comunque piaciuta molto!

d
dragonero17 agosto 2010

il tema è di quelli che toccano molte corde ed è allora facile lasciarsi andare al commento. hai messo insieme una serie di immagini crude e crudeli, non credo sia per stupire chi scrive si stupisce da solo - per il fatto stesso di scrivere- ma per dare a chi legge un pugno allo stomaco e non solo virtuale. non voglio sembrare stupido o arrogante ma la poesia vera di queso testo è questa, " Marciammo come deportati Bambini senza ricordi " questo passaggio è bellissimo il resto è il corollario scritto per non lasciare un pensiero per strada, ma quella piccola strofa vive da sola e da sola è la poesia, un senso di tragedia per dei passi incolpevoli, passi da deportati verso quello che sarà alla fine un ricordo di dolore f

Antonio Biancolillo18 agosto 2010

Un poetare cosi importante a cui si ambisce ... versi che sanno catturare il lettore... passaggi che sono pura poesia... tra immagini di vera crudeltà che sasanno lasciare sensazioni di pura rabbia nell'urlo dell'anima... In ogni verso una forza espressiva che si amplifica... Stupenda... Complimenti...