Fiori d'Arabia
Giorgia Spurio
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Se ogni lacrima
facesse geroglifico sulla sabbia del deserto
Sembra di toccare i chador del cielo
sassi accompagnati alla schiena della terra
Popolo di sale
siamo, nulla che ossa della nostra madre
Svengono alle fonti le fiabe
e si spengono ad ogni mezzanotte
come arpe dai veli ricoperti da nuvole
Se schiva lo sguardo
la donna cullando il neonato
e sul dorso di dromedari
c'è voce di mariti dai cuori
riempiti da granelli
Al sole donato il turbante
si riposeranno sciogliendosi ai figli,
da statua ritorneranno padri
E gli scorpioni resteranno
come frammenti neri
d'ombre sulle dune
Ai lontani minareti alle moschee
saranno corteggiate parole
Alle infrante preghiere
come lento il correre
di piedi scalzi
Le voci saranno di sogno
e dello stesso colore dei suoi occhi.
...all'acqua sgorga
di mani e dita l'abbraccio
d'aquiloni e teli
dipinti in zafferano e loto
il profumo delle spose d'autunno
al bacio delle stagioni
dove la Sfinge riposa.
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L'autore
Giorgia Spurio
Commenti (3)
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Aldo Bilato18 agosto 2010
hai una capacità d'innescare cariche esplosive in anime assopite... esplodi sensazioni e sentenze appropriate... splendide immagini... mai più pensate complimenti... cià*
m
mfm Luigi Mancini18 agosto 2010
Non è mai facile leggere il tuo pensiero e bisogna sempre ripassare e guardare bene dentro ad ogni verso. Ma questo spazio serve per questo credo... I ragionieri sono utili altrove! Bella!
Salvatore Ferranti19 agosto 2010
questa poesia è un viaggio dal quale non mi sono ancora ripreso. di una forza espressiva tale da stordire...


