Tormento e quiete
A volte mi chiedo se tu esisti davvero
...o sei ectoplasma pulsante
oppure cristallo di neve
che volteggiando s'annulla
senza riuscire a posarsi.
Sei tormento che si fa quiete
e delirio che si muta in estasi.
Mi percorri
senza lasciare traccia,
ma vestigia di candore deponi
nel palmo della mia mano.
Se tu fossi vero
tenderei le braccia a saggiare la tua stretta,
a percepire l'alito di vita che ti illumina le pupille.
A me, povera mortale,
gli dei concessero un solo sguardo appena,
un sorriso che mi rese prigioniera,
in quel castello merlato di ricordi
e mi consegnò al tuo dominio d'amore
per il resto dei miei giorni...
Se tu fossi vero capirei
il sole che si ostina ad abbagliare il tuo ricordo
fino a farlo coagulare nella mente
come una melagrana d'oro.
Che non posso gustare se non con gli occhi.
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L'autore
Annysea
Anna Marinelli è nata a San Giorgio Jonico (Taranto), dove risiede. Abilitata all'insegnamento è impegnata attivamente in alcuni movimenti di volontariato di ispirazione cattolica. E’ socia fondatrice dell’Associazione Culturale “ LINO AGNINI” nel cui ambito promuove la rassegna annuale “ Incontro con l’Autore “
Commenti (1)
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Doraforino18 agosto 2010
Versi di grande impatto emotivo dove l'amore diventa tormento e quiete, per quelle cose che il cuore conosce, analizza, percepisce e vive con intensità queste emozioni forti... Versi di grande emozionalità.
