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Riflessioni 18 agosto 2010 · lettura 1 min · 1995 letture

E' fame

Gabry Salvatore 199 poesie pubblicate
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E' fame quel buco possente ti stringe la mente lo stomaco duole E' fame il giorno e la notte si vedon miraggi le sterili sagome di ossa fornite Cosa spetta all'uomo felice? Di scordar tal cosa che affar suo non è della fame del mondo. Intanto, il morbo vibra, vibra nel tempo, in cui l'ugual sembianza sembra non ricordar più tal sentenza. E' fame E il sacco è ancora vuoto.
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"Un pensiero, a chi, soffre la fame, in questi giorni per le vacanze, la gente spende fino ad indebitarsi, questa contaddizione, mi ha colpito."

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Gabry Salvatore
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Commenti (6)

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Antonio Biancolillo18 agosto 2010

Di contraddizioni siamo invasi... quanto si potrebbe fare e non viene fatto... quanti problemi che ci accaparriamo... mentre quelli veri vengono lasciati agli altri... e si asscoltano discorsi su come vestirsi... e quale ristorante scegliere... mentre qualcuno deve soo pensare se riuscirà a trovare un tozzo di pane domani... Una realtà troppo evidente... Molto bella ...

Silvia Contessa18 agosto 2010

Molto cruda la tua poesia, purtroppo descrive una realtà dura da accettare . Nel mondo ci sono bambini che non hanno nulla cibo, vestiti, casa e la loro vita è appesa ad un debole filo ...è triste questa cosa. Spero anche io che un giorno non lontano quest' ingiustizia sia debellata. Nel frattempo ognuno di non nel suo piccolo può fare qualcosa e tante gocce insieme possono diventare un ' oceano. bellissima la tua poesia, mi ha veramente toccato il cuore.

Silvia De Angelis18 agosto 2010

Le immense disuguglianze che ancora esistono, nonostante molti parlino tutt'ora di progresso, sono davvero eclatanti ed a farne le spese sono le popolazioni più povere che vivono giornalmente disagi disumani... Lirica ottimamente stilata, molto apprezzata

Fame: quattro lettere che non ammettono giri di parole, che non accettano compromessi, né ipocrite attenuanti. Di fame si muore e non c'è altro tempo da perdere: bisogna colmare quel buco, a qualunque costo!

L
Loreta Salvatore19 agosto 2010

Gabriella, perché siamo così sensibili al dramma umano? Vorrei tanto che fossimo pietre per non sentire, per non soffrire del male che strozza la vita. Ma ti ringrazio per come sei e per questa tua che ci offri per riflettere sul problema della fame e dei bambini che muiono, mentre il mondo è pingue ed ostile. Un abbraccio ed una profonda condivisione. Da encomio.

Salvatore Ferranti19 agosto 2010

una bella poesia di denuncia sociale. ma quando impareremo che gli altri esseri umani sono nostri fratelli? versi molto apprezzati.