Passo di rumba
il certo di me non potrà mai essere rimango nell'incerto * 1° aprile 1958 * you don't know me
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Quando si coglie il disamore negli occhi dell'altro, ci si sente morire e si resta lì, annichiliti, incapaci perfino di pensare ad una qualsiasi cosa banale. Eppure l'anima non si vuole staccare, così implora quell'ultimo volteggiare di rumba, prima di soccombere al destino...
la parola Rumba di origine spagnola era (prima di diventare un ballo visto come unione di flamenco e danza africana .- leggi schiavi-) una oarola riferita alle donne frivole ecco nel testo invece non c'è frivolezza ma una malinconia che /chiamerei nostalgica*/ ed è così disarmante il senso di perdita, tanto che gli occhi non sanno mentire e l'acutezza della verità diventa il male ottuso dell'anima. in questo testo appare chiaro e pesante il disagio del guardare- vedendo dove la fine è scritta e non detta in un'ombra che taglia e scava. l'impostazione del testo risente a mio vedere della rima iniziale, che non credo voluta, visto lo svolgersi successivo, la parola "sopravissuta" ha un che di tragico naufragio che il ballo non mitiga f

