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Sociale 21 agosto 2010 · lettura 2 min · 1076 letture

Ippodromo

Guido G Vestrucci 33 poesie pubblicate
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I cavalli spettinati nel verde che riverbera inseguono un'idea di puledra nella corsa liberata – pericolosa per gli zoccoli di cristallo. Scavano piccole fosse nel tappeto degli sguardi – cicatrici di ferite rimarginate dalla fuga. Sulle groppe – latente – l'dea di un omicidio. Dalle tribune annerite un brillio di fiammelle parallele – nell'ora che la sera indossa il suo mantello di speranza – a volte la mezzanotte scambia l'angolo visuale con le stelle. La batteria dei galoppi infiamma i rullanti in sincrono con gli urli incastrati nelle corde vocali. E' stato un giorno di malelingue accanite – adesso che il sipario si libera dalle intenzioni per esplodere in fiamme caleidoscopiche – e hanno morso come randagi irredenti. Ora che la rabbia dei cavalli è la gloria delle tribune – l'avvenire dei disperati – la retta verticale dei banali riscatti anelati. Esplodono miliardi di scintille nel traguardo e bruciano in un istante i pascoli abusati. La notte si gela nonostante le stufe di latta dei cuori – le speranze si fanno fiocchi di neve – le strade dell'ippodromo si stringono – capestri – intorno alle gole. I cavalli – al sicuro di catene saldate all'oro delle criniere – sognano le puledre.
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(Marzo 2009)

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Guido G Vestrucci
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Commenti (1)

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Enio Orsuni21 agosto 2010

un bell'affresco che dire... passare una serata all'ippodromo e gustare lo spettacolo va bene ma, non capirò mai come si possa puntare del danaro su gli animali. molto piaciuta.