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Ribellione 23 agosto 2010 · lettura 1 min · 1494 letture

L'ordine prestabilito

Tiffany 70 82 poesie pubblicate
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Rochi lamenti come guaiti di cane si torcono nello stomaco: la nausea dell'ovvio, del banale giorno. Mi sgomentano le grida dell'anima estesa oltre ogni presenza, col desiderio di andare oltre quel segno che ancora non vedo. Non posso rassegnarmi alle banalità del quieto vivere. Mi devo muovere, magari piano, per non sconvolgere l'ordine prestabilito.
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Tiffany 70
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Commenti (11)

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Mai, accettare il quieto vivere! È come una sabbia mobile, subdola, ingannatrice... Ti sembra di camminare su un terreno sicuro, senza intoppi e poi, improvvisamente ti ritrovi a sprofondare senza alcuna possibilità di appiglio! Meglio allora scegliere un percorso che già sappiamo accidentato in partenza, così ci prepariamo alle strategie di marcia, che ci aiuteranno a giungere a destinazione senza inaspettati imprevisti.

poesia delicata e molto impegnativa sul nostro vivere la vita... veramente poesia stupenda... poetessa sei un vero splendore poetico... complimentissimi e un meraviglioso abbraccio

Calogero Pettineo23 agosto 2010

fin troppo ci adagiamo nel quieto vivere poiché questo fa si che i signori del potere continuino a calpestarci ed a fare i loro comodi. molto meditativa e apprezzata.

E' come un tram tram ormai che non cambia più i connotati, adagiandoci su quel che scorre sempre ogni giorno, e la notte ci troviamo a far i conti con i soliti rompi capi... Muoversi per smuovere quel che intorno è statico ormai stabilito? Se è insoddisfazione, si ...Bellissima molto apprezzata e sentita!

Silvia De Angelis23 agosto 2010

Lo scorrrere piatto dell'esistenza ad un certo punto sembra sconvolgere il nostro ego, che ha bisogno sempre di nuovi stimoli ed emozioni per sentirsi appagato al meglio Lirica di cui condivido a pieno il significato, molto apprezzata

Kiaraluna23 agosto 2010

Distendersi sotto la coltre della rassegnazione... mai. Tanto varrebbe dire, allora, che è già finita, abbassare il sipario e vegetare. Molto espressiva, da meditare.

Berta Biagini23 agosto 2010

Mai fermarsi nella vita, sarebbe come dire voler morire – sempre cercare intorno un minimo di vita e se non c'è, crearselo – la fantasia non ci manca, un grande dono che ci è stato elargito – avremo tempo per lasciarsi cullare dal niente, la vita è talmente lunga anche se a volte sembra volare in fretta, ma dipende proprio dal nostro modo di essere - è come mangiare le ciliege – una tira l'altra.

P
Pp23 agosto 2010

Muoversi sempre anche quando sembra di essere nelle sabbie mobili... E' la salvezza non solo del corpo, soprattutto dell'anima, complimenti Tiffany, ottima lirica!

Clara Gismondi23 agosto 2010

Muoversi e non far rumore, nascondersi per non sembrare diversa ...(l'eleganza del riccio) ma l'anima ti chiama ad essere te stessa! Bella!

Aldo Bilato23 agosto 2010

prende le viscere... le attorciglia... ricamo di conchiglia... una poesia che è... una meraviglia... cià*

Salvatore Ferranti23 agosto 2010

dobbiamo alzarci in piedi e gridare il nostro disgusto quando vediamo che c'è qualcosa che non va. il silenzio non paga mai. bella poesia, molto condivisa.