Gerundio passato
You Don’t Know Me
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scrivevamo sopra i muri il nostro nome
con la freccia dentro al cuore
pensando all'eternità dell'amore
sorvolavamo cieli artificiali
disegnati di nuvole d'argento e d'oro
i sogni non sarebbero appassiti
dentro scatole di vetro colorato
era superfluo ricordare i nostri baci
perché le labbra diventavano di fuoco
rabbrividisco alla grandezza del creato
un palcoscenico infinito fatto di
albe e tramonti tenendoci per mano
poi il crollo inaspettato le certezze
spazzate via dal vento
scrostati i muri di ogni sentimento
ammuffite le parole... avendo amato
un tempo ormai passato
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L'autore
You Don’t Know Me
il certo di me non potrà mai essere rimango nell'incerto * 1° aprile 1958 * you don't know me
Commenti (1)
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Nemesis Marina Perozzi23 agosto 2010
"Avendo amato"... Sì, è meglio considerare queste parole soltanto dal punto di vista grammaticale, asettico, privo di ogni altro interesse tranne quello della declinazione del verbo. Scarnificare le emozioni dalle parole aiuta a non soffrire...

