Vienna- Rovinj
Pietro Roversi
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Qui, e per voi, cioè vi,
pantalone stirato e colonia, uno dei vescovi
ospite d'oro d'ambasciata occidentale,
e l'altro, il cardinale agli arresti
domiciliari sovietici, strenna
di baldacchino col botto. Tra Vienna
e Rovinj, e inamidato pure! E dovrei
provarvi pietà? No, vi prego.
E non ho simpatia
neppure per il generale Diaz, uno che
non capiva l'eleganza senza sfarzo di Zagabria,
l'Istria indivisa. Al massimo
la villeggiatura in Dalmazia.
Il resto sí, lo accetto con grande tatto,
con tutto il rispetto
per le bestie, per le ambasce naturali di questi
paesi vinti, forse vincitori, ferroviari, rivali.
Li amo tali e quali dentro la mia testa cosmopolita.
Comunque, dopo una quindicina d'anni
il pesce puzzava, e l'ambasciatore
scrisse al Papa d'averne avuto abbastanza:
racchio, schiappa, senza vita genuina o idee,
solo vituperi, vilipendio. Ovvio. Basta colazioni gratis.
Dal canto mio, aggiungo educatamente e con gratitudine
una zolletta alla Mitteleuropa, questa mia
tazza di tè di vacanza, con grande grazia.
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L'autore
Pietro Roversi
Sono un anarchico tradizionalista, un rivoluzionario conservatore e un iconoclasta benigno. Nella vita faccio il biologo strutturale, in Inghilterra. Ho scritto più di 500 poesie in 25 anni. A Settembre 2018 è uscito il mio ultimo libro: "Tirare l’acqua" (Gattomerlino Edizioni, Roma, 2018). Nell’autunno 2017 sono usc
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