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Impressioni 24 agosto 2010 · lettura 1 min · 4252 letture

Acre malinconia

Elisabetta Randazzo 759 poesie pubblicate
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Taciturna senza sguardo la solitudine e sull'orlo di una strada briciole d'attesa in un giorno che muore Acre malinconia che s'arrampica come formiche un dolore che s'abbandona alle immagini di ieri di mutanti posizioni Un sussulto che stringe il cuore in un vecchio tormento un urlo acceso, lacera il vento
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L'autore
Elisabetta Randazzo

Mi chiamo Elisabetta Randazzo e vivo in Sicilia, a Bagheria. Da piccola amavo stare in compagnia di mio nonno, Antonio Landolina, amavo stare con lui perché tra le altre cose era anche un Cantastorie e m’incantavo ad ascoltarlo. Non credevo di poter scrivere, in quel tempo… ma con il passare degli anni sentivo cresce

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Commenti (6)

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Silvia De Angelis24 agosto 2010

Tormentosi attimi di solitudine che, con il loro gravare sull'anima, rendono profondamente malinconico un giorno dell'esistenza... Lirica molto apprezzata

V
Violeta C24 agosto 2010

Versi di un'infinita dolcezza. Malinconia e solitudine, due signore che parlano all'anima. Si nutrono di sospiri e di lacrime ma ci preparano al cambiamento interiore. Stile ed armonia impeccabili.

mp47pasquino24 agosto 2010

È di quegli urli l'estensione agli orli, tra fili di ragioni attese e briciole disperse, di un giorno che va a finire e le tante disattese, lembi di tempo sparsi, passati alla ragione e urla a fermare quelle immagini di ieri che lasciano mutanti graffi nel cuore che ulula a lacerare vento. Mi scuso con l'Autrice per questa mia personale interpretazione alla sua opera poetica.

Gerardo Novi24 agosto 2010

La malinconia è una brutta bestia, si sa quando arriva ma no quando ci lascerà,attimi intrminabili da condividere solo con noi stessi e con i nostri ricordi fatte mai fatte... magnifica, ne sono stato travolto

Aldo Bilato24 agosto 2010

e le mie corde vibrano a legger tali versi... sofferto mutamento d'un passaggio terreno... si percepisce il dolore per un'evento... un dire che riporta a primordial sentire... difatti ci si abbandona alle immagini di ieri... non so... spero meglio... ma così mi giunge... ed è bellissimo il tuo dire... cià*

m
maria giammarresi30 agosto 2010

Si ritrova l'anima dell'autore in questa lirica, che esprime un sentimento, provato da molti, ma espresso egregiamente, solo da pochi. Toccante e cruda espressione dei nostri giorni.