Una madre, una figlia
Grazia Longo
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Rotola nella polvere
il mio povero verso
soffocato dal silenzio.
E io immagino il sole,
dietro le mie nuvole,
e un tenero sorriso,
dopo le tue lacrime.
E' grigio, questo dolore
che bussa sommesso
all'uscio del mio cuore.
Gocciolano, in sordina,
note che scivolano,
lentamente,
silenziose e dense,
come gocce di sangue,
che tosto, si rapprende
nel grigio di polvere.
Sulla strada della vita
restano, le mie orme,
decise e profonde,
di vecchia.
E le tue, di fanciulla,
così esili e delicate,
accanto alle mie.
Ti porterò fino al mare,
barchetta colorata,
con le mie acque antiche.
Tu resisti, e conserva
i tuoi colori di primavera.
Arriveremo infine,
vedrai, al mare.
E la fine del fiume
sarà l'inizio
del tuo viaggio.
In altre acque
e in spazi immensi
d'orizzonti a venire.
Senza fine.
©
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L'autore
Grazia Longo
Commenti (2)
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Salvatore Ferranti26 agosto 2010
il rapporti tra madri e figlie è spesso conflittuale. bella poesia, che fa riflettere, ed è scritta benissimo. stile, per me, inconfondibile ormai.
Midesa30 agosto 2010
contenuti stile di grandissimo pregio... assaporata in ogni stilla d'emozione... piaciutissima


