Smile

Anna Elvira Cuomo, nata a Taranto, città in cui vive e lavora, si definisce “narratrice per diletto, pensatrice per difetto”. Ama narrare in lirica e in prosa, poiché scrivere per lei è un momento ludico ma anche di catarsi. La scrittura, di fatto è una passione che coltiva e custodisce gelosamente. Raccoglie emozioni
Commenti (4)
C'è tutto il male che "non c'è"...in questa tua... c'è la voglia, ancora, di cercare un sorriso... di strapparlo al male che ci trascina in basso... Certo... senza la chiusa, la visione sarebbe stata assai diversa... ma noi siamo essere concreti... non ci nascondiamo dietro un dito... E poi il componimento... non avrebbe avuto la stessa forza...
Si, il male resta sempre, ma è decisamente meno pungente se si ha la capacità di sorridere delle piccole cose che ci circondano...
È vero, continuare a piangere non allevia il dolore, né attenua il male, ma lo amplifica, impedendone il lento ritirarsi in un angolo del nostro cuore. Basta poco, invece, per ritrovare la voglia di un sorriso spontaneo, che, come le ciliegie, ne attira un altro e un altro ancora... Si tratta di rompere il ghiaccio, poi tutto diventerà più semplice.
E che male c'è nel dire che questa poesia è proprio bella? nessuno, ovvio! E allora lo dico, cara annina!...se ci pensi, tutte le cose di cui parli qui, hanno una doppia natura, come se fosse che devono assolvere ad un doppio compito: sono tutte cose che fanno cadere nel baratro e sono le stesse che quando torna il sereno, hanno lo scopo di ridare la gioia...è una costante della poesia questo contrasto tra gioia e dolore: il titolo e la ripetizione di "che male c'è?" è un segno evidente dello stridore... anche la chiusa è un contrasto, perché è gioiosa per la riscoperta della felicità ma triste per la coscienza di aver buttato il tempo, quello si che non torna... si potrebbe discutere a lungo ma lo spazio è tiranno, quindi chapeau annaaaaaa




