Le bocche socchiuse sull'uva
Giorgia Spurio
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Le mani son onde
come mare si dibattono
verso le nuvole
Luci e gatti
fuggono
verso gli impiccati della notte
Agli scogli le stelle
cantano per nuovi suicidi
Faranno l'amore, ogni uomo
al bacio con il cielo
e i seni ascolteranno meduse senza tentacoli
Se stringi la mano
potresti anche perderti chiudendo
la pelle sugli occhi
E i veli daranno sensazione del Sahara
e una carezza ti riporterà nei poli dei ghiacciai
Ti sdraierai sporco assonnato ubriaco
ridendo senza ragioni
la sabbia sarà tra i capelli
e le ombre frenetiche balleranno intorno
come indigeni, attorno al loro sciamano
Tenderai il braccio
con il cervello gonfio
misurerai le stelle fra i polpastrelli
e le lancerai come cadenti
sui contorni dell'esistenza,
le sue curve morbide
i suoi capezzoli rosei d'albe
le sue bocche rosse d'uve...
ti butterai sulla terra
mandando tutti a quel paese.
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L'autore
Giorgia Spurio
Commenti (4)
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Pi Greco29 agosto 2010
Tra le più belle del tema. Mi piacciono molto le immagini, come in tutte le tue poesie. E poi i Placebo! Alla prossima!
Giorgio Lavino29 agosto 2010
E' stupenda, non poteva che essere tua. Ne ho sentito l'olezzo al primo verso. L'ho votata senza indugio. E' la più bella letta fino ad ora. Ho scommesso con me stesso che eri tu. Naturalmente ho vinto.
Francesco Luca29 agosto 2010
versi straordinari una poesia che holetto e riletto con piacere e votato senza esitare... complimenti
Nemesis Marina Perozzi30 agosto 2010
Riconoscerti addirittura dal titolo, poi i primi versi, quindi quel lento, graduale scivolare nella visione onirica di un mondo che soltanto dalla tua fantasia poteva essere dipinto! Ti ho votata senza il minimo dubbio!




