A Cinzia
Ripenso alla tua nascita
e a tutta la mia gioia.
Era mattina presto
di un giorno settembrino, ancora molto caldo
e sulla porta suonava forte
il campanello.
Ricordo, quella notte, dai nonni
fummo portati, noi tutti,
fratelli tuoi.
Perché una volta
a casa propria si usava partorire
e tu nascesti lì,
tra quelle quattro mura il primo tuo vagito,
dov'eri stata d'amor pensata
e concepita.
Quella mattina presto
suonava forte il campanello
era papà ed annunciava
a noi bambini: E' nata
Cinzia!
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