Freddo
Giorgia Spurio
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Non baciarla...
Gli occhi hanno il ferro
E la lingua sulla ruggine in fiamme
Incendi dolosi di foglie intinte di paradisi
Grida di falene intinte in cenere
Carezze brucianti in schiaffi
Gialli d'occhi
in palpebre d'ala spezzata
e bocca nera
come il rossetto del buio
al tocco del suo dito.
Urlarono i bimbi senza piangere
Le grotte ospitarono lacrime di pioggia
E rifugio di diavoli esiliati
La nebbia è madre partoriente dall'invisibile
E i gatti smettono di miagolare
Leccandosi gli umidi rosei musi feriti
Alle chiese delle guerre
Le gonne strappate
appese come seni crocifissi
macchiando il sangue degli stupri
dietro a maschere di martiri
E di santi... dietro a statue senza testa
Mani di calcare al marmo incollate
E candele sempre spente.
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L'autore
Giorgia Spurio
Commenti (2)
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alessio carlini31 agosto 2010
e che sia un inno! per ogni donna a non esser più una statua ma una carica di femminilità fertile nel grembo e rispettata ... provo rabbia dolcezza freddo e affetto in una lettura che coinvolge come un turbine trasportandomi tra i sensi. ottima e molto sentita grazie un abbraccio
Salvatore Ferranti31 agosto 2010
incantato da questi versi che ho letto e riletto. mettono più di un brivido addosso. stile inconfondibile.


