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Questa pagina ha una colonna sonora scelta da Moreno Tonioni
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Famiglia 1 settembre 2010 · lettura 1 min · 9554 letture

Regalami un sorriso

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Moreno Tonioni 262 poesie pubblicate
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Nel giovane leone la rabbia e il disprezzo esondano dal centro come acqua pazza e come l’acqua pazza dopo la mareggiata torna nel mare la rabbia e il disprezzo rovinano nel tracotante cuore Il vecchio con un annoso vomere traccia solchi discontinui sul viso rugoso, ove la vizza mano depone una carezza e un seme nutrito dall’ultimo salino di riarsi occhi La clessidra del tempo esaurisce la renella e il cuore esaustato si contrae nell’ultimo sofferto battito senza poter vedere germogliare il seme dell’agognato sorriso.
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La felicità personale ha sempre un costo e un prezzo da pagare. L’assurdo è che questo prezzo non sempre lo paga il beneficiario. La rincorsa della nostra felicità contempla a volte l’infelicità d’altri. L’immagine allegata è dell’amato Egon

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L'autore
Moreno Tonioni

Sono Moreno nella vita reale e never- more (assoluta negazione) quando esprimo emozioni in parole. Nato a Bologna nel settembre del 1959, vivo nelle dolciniane valli della Valsesia. Ottimo gourmet amo la buona cucina abbinata a buoni vini. Questa mia passione culinaria è stata per un importante periodo della mia vi

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Commenti (6)

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Rita Stanzione1 settembre 2010

Tristissima considerazione espressa con versi e figure che apprezzo molto, complimenti a te.

Ci vedo un ragazzo che forse ribelle di un gesto d'amore non ricevuto esplode in un senso di rabbia, una mareggiata di rancori che soffocano le gole dei genitori... Che sono anche esseri umani... E agognano prima che sia troppo tardi, un perdono o forse solo un sorriso... Forse difficile da catturare... L'ho letta così versi bellissimi di grande espressività!

Annamaria Barone2 settembre 2010

I figli, questi alieni. A volte non li capiamo ma più spesso sono loro che non capiscono noi genitori, ci racchiudono in un ruolo, quello di madre o di padre dimenticando che innanzitutto siamo persone. Con i nostri difetti, le nostre mancanze, i nostri sogni, le nostre aspirazioni. Che non dobbiamo mai dimenticare. potrei citare Hillman:" un uomo o una donna felici saranno genitori migliori". Ma questo a volte pare andare a cozzare contro le aspettative dei nostri figli. Che vogliono sicurezze, ma alle loro condizioni. Lirica dolorosa, nella quale non c'è barlume di speranza, eppure, eppure i figli crescono, diventeranno uomini o donne e la vita farà sì che un giorno capiranno. Ne sono certa. E quel seme germoglierà infine.

mario calzolaro4 settembre 2010

il dolore che traspare da questi tristi e bei versi è evidente... ed incide e lascia il segno nel lettore partecipe.

Duilio Martino11 settembre 2011

Eh Eh... la storia di sempre... visuali diverse quelle del genitore e del figlio... Splendido Moreno questa riflessione è profonda e ti rende onore... I versi sublimi!

Azar Rudif30 ottobre 2013

L'ouroburon è simbolo dell'eterno divenire, ma anche del non cambiamento perché in realtà i figli di oggi saranno i padri di domani in un eterno divenire che si mantiene su determinate costanti irrinunciabili. Lo scontro generazionale, anche dove è fatto di rabbia e di impeti irrazionali è il vero motore di questo circolare divenire. Poesia profondissima e dotata di grande espressività figurativa