E tu mangi, ridi e sogni

Stanotte riecheggiano nella mente parole cruenti
strappate quella sera ai pianeti lucenti
in cui cercavo soluzioni certe
per il rebus su cui la mia vita verte.
Fanno male, credimi, amore caro
Fanno ferro e fuoco nell'anima, credimi, amore amaro.
Stanotte sgorga dall'iride nero un fiume in piena
per spegnere un doloso incendio che niente più frena.
Fa piazza pulita del passato, amore caro.
Fa solchi in un sentiero già scavato, amore amaro.
E tu mangi, ridi e sogni e non lo sai
poichè, rinchiuso in te, non mi hai capita mai.
E tu mangi, ridi e sogni e non lo credi
poichè, insicuro di te, non lo vedi.
Stanotte finisce un capitolo criptico e complicato
per un bambino che voleva solo essere cullato
da una donna che ancora non ha mani materne
da una donna che anela con la speranza di carezze paterne.
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