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Natura 1 settembre 2010 · lettura 2 min · 3464 letture

La danza delle baccanti

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Arelys Agostini 696 poesie pubblicate
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Tra solitarie montagne, piene di colline e valli, dove il vento soffia impetuoso, terra, clima e ingegno si uniscono in rito con bambini, giovani e adulti per scacciare pena e dolore. . Mani segnate dalla fatica, pelle bruciata dal lavoro, raccolgono ad una ad una gemme preziose e vive che colorano le ceste del dio Dioniso. . Uve della vecchia vite accompagnate da canti e gioia, percorrono antichi sentieri fino ad arrivare alle grandi baccanti. . Con melodie profonde le donne più sagge vegliano ogni dettaglio della danza che inizia con angeliche fanciulle in adorazione del dio Bacco. . E tra estasi celestiali della danza delle menadi, sanguina la vite spezzata, spargendo il dolce nettare che inebrierà gli invitati alla festa della vendemmia. . LA DANZA DE LAS BACANTES . Entre solitarias montañas, plenas de colinas y valles, donde sopla con fuerza el viento, suelo, clima e ingenio, niños, jóvenes y adultos dan inicio al ritual que alivia penas y pesares. . Entre manos laceradas, curtidas por la faena, una a una van cayendo, como preciosas gemas, adornando de color las canastas de Dionisio. . Uvas de la vieja parra que, entre cantos y alegrías, inician su recorrido por variados senderos, hasta ser entregadas a las grandes bacantes. . Con melódicas tonadas, respetables señoras cuidan cada detalle de la danza que comienza con angelicales doncellas en adoración al dios Baco. . Y entre goces celestiales de la danza de las ménades, sangra la vid desgarrada, esparciendo su dulce néctar que embriagará a los invitados en la fiesta de la vendimia...
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Scritta nel 2007 dopo aver partecipato in famiglia alla festa della Vendemmia nella bellissima Regione d’Abruzzo... Vedere come si mischiava amore e gratitudine alla terra. Mi sono sentita piccola davanti a tanta bellezza... dell’ardore della sua gente, e l’odore dolciastro dell’uva che creava un’atmosfera di festa tra tutti che partecipavamo.

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L'autore
Arelys Agostini

Arelys Agostini, Italo venezuelana; è una poetessa "dilettante". Le sue poesie sono un viaggio attraverso emozioni crude e speranze tenaci, espresse con un linguaggio che danza tra passione, denuncia, introspezione, e il suo impegno nel denunciare le ingiustizie, senza perdere l’ironia. La natura è spesso presente nel

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Commenti (10)

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Aldo Bilato1 settembre 2010

stupenda descrizione... d'un rito contadino antico come il mondo... che diventa una festa... un momento d'aggregazione... quando anni fa... vendemmiavo e facevo il vino con un mio amico... qui in Liguria... il paesino dell'entroterra si trasformana in una sagra... bei ricordi... profumi... colori... poesia piaciutissima Giuny... cià*

Enio Orsuni1 settembre 2010

mientras estoy leendo este capolavoro estoy emborraciado de poesia i tambien de olor de sentimiento. el tuyo! demasiado apreciada un besito.

Moreno il Duca1 settembre 2010

bellissima questa tua, il rito della vendemmia ha un sapore particolare, mette gioa voglia di compagnia una festa con tutto il suo naturale carisma e tu cara autrice tutto questo lo hai illustrato in modo magnifico, complimenti

Splendido Leotta Michele1 settembre 2010

scritta con dolcissimo amore dona allegria al cuore la splendida poesia descritta ...una deliziaosa lettura che piace tantissimo... complimenti e abbraccio

Rita Minniti1 settembre 2010

Delizioso dipinto di un momento di vita, nel giorno della vendemmia, dscritto con immagini piacevolissime da lggere. Ogni verso scandisce bene le sensazioni e le emozioni provate... Bellissima!

Francesco Luca1 settembre 2010

questa è la forza della natura, farci innamorare ancora della sempliità del creasto... bellissima... complimenti

Un rito gioioso evocato in questa lirica. Un rito che si tramuta in festa piena di calore e passione.

Silvia De Angelis1 settembre 2010

Versi meravigliosi e descrittivi che si soffermano, con grazia e musicalità, su un evento di rito particolarmente affascinante : la vendemmia Lirica molto apprezzata

Nemesis Marina Perozzi1 settembre 2010

I riti della terra, il profumo del mosto... Ritornare alla civiltà contadina ci restituirebbe quell'umanità, fatta di condivisione, di sguardi che s'incrociano, di mani che lavorano insieme... Tutto abbiamo perduto e non siamo più in grado di trasmetterlo ai nostri figli.

Antonio Biancolillo1 settembre 2010

...sapori e immagini d'altri tempi... un rito che inebriava l'aria... e respirarla ti portava tra pensieri gioiosi e tutto diventava festoso intorno... e l'allegria assicurata da quell'odore ... Magari potessi riviverli... ma grazie al tuo nettare di versi dolcissimi mi hsono ritrovato in questa danza... Piaciutissima...