Fine estate

Plumbeo cielo accoglie
finir d'agosto ormai,
mattino che s'oscura
d'avara luce senza,
che al giorno vien mancare.
Col migrar di stagione,
l'aria cede calore
come spento focolare,
s'adegua il tempo al sentire,
e lontan si fa di vita, la delusione.
Piove in petto malinconia,
come parte di te che muore,
nel rimembrar trascorso
che rinnovar portava,
e or che estate sfuma
mi assale lo sconforto.
Al rinnovarsi è fine,
all'abitual, tornare,
resta solo il tempo
di accatastar ricordi
di sogni e giorni andati.
Si torna al buio tempo
che gela anche pensieri
e di letargo pare
un inutile passare.
Abbandonar speranze
scordar ricordi e sogni
dimenticare il fatto
di un anno terminato,
che illusioni e slanci...
avea alimentato.
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Commenti (4)
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Citarei Loretta Margherita4 settembre 2010
bellissima meditazione sulla fine dell'estate, il tempo in fretta scorre, lirica molto gradevole delicati i versi
mario calzolaro4 settembre 2010
l'Autore, sempre mirabile, ci conduce per mano attraverso lo scorrer del tempo... e lo fa magistralmente, con versi tristi e dolci.
Nemesis Marina Perozzi4 settembre 2010
Il passaggio, la linea di confine da una stagione all'altra della vita è come l'improvviso temporale che segnala il termine dell'estate. Arriva improvviso, senza essere annunciato, senza nemmeno lasciarci il tempo di una graduale assuefazione all'irreversibilità di questo mutamento.
Daniela Ferraro8 settembre 2010
Meraviglioso affresco di un paesaggio naturale dagli intensi colori che assurge a profonda, suggestiva metafora... Molto apprezzata.



