Ode alla notte
Stefano Ferrari
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Amo la notte che ammanta di scuro la fine del giorno,
trovando riposo, dopo lunghe fatiche, di lui temo il ritorno.
L'improvviso silenzio è reciso da sogni, che nella mia testa la penombra ridesta.
Vivo altra vita nel buio!
Turbato e anelante vaneggio esistenze,
a volte volute,
a tratti vissute...
- Famiglie felici e bisogni appagati, amore, fama e successo;
dipingo il quadro perfetto d'estrosi colori,
quasi reali,
nell'ombra che alterna, in quel mondo, tenebra e nimbo...-
Tanto breve è la notte al cospetto del giorno,
lungo e pieno di troppo, tanto, rumore di fondo,
che spezza il fluire del sogno e dal sonno mi desta,
per rinchiudere a chiave la vita più giusta.
Mi alzo, e mi trascino per strade, impervie e dannate, le destrezze perdute e da tempo scordate;
vivo il giorno in attesa, sospeso nel limbo,
- che ancor non è inferno! -
bramando quel buio col desiderio d'eterno.
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L'autore
Stefano Ferrari
Commenti (1)
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Annamaria Barone10 settembre 2010
E mi vengono in mente le parole dell'eterna Alda... "I poeti lavorano di notte quando il tempo non urge su di loro, quando tace il rumore della folla e termina il linciaggio delle ore. I poeti lavorano nel buio come falchi notturni od usignoli dal dolcissimo canto e temono di offendere Iddio. Ma i poeti, nel loro silenzio fanno ben più rumore di una dorata cupola di stelle."

