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Impressioni 5 settembre 2010 · lettura 1 min · 1938 letture

Respiro di terra

Gabry Salvatore 199 poesie pubblicate
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Il respiro della mia terra, mi chiama limite e meta, enigma arenario di voli e radici e cose che hanno volti nomi di memorie gesti e parole cadute a noi per sempre. Approdererò stabile all'altura, e ombre mansuete lassù dove nacque l'ansia oggi conversa in dolcezza. Labile il ritorno: gli echi del tempo, i passi e la memoria senza suono né ragioni - dissolto allora- salirò nel vento, da ogni dove a cercare lassù, nel grembo di mura remote, le nostre libere strade della Terra.
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Gabry Salvatore
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Commenti (5)

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Silvia De Angelis5 settembre 2010

Meravigliosi, intensi, scorrevoli versi in cui espressività ed abile lessico si fondono piacevolmente per far assaporare una lirica davvero musicale ed interessante... Poesia piaciutissima

L
Loreta Salvatore5 settembre 2010

Un richiamo della Terra, bisogno di percorrere strade alla scoperta dell'origine, considerando la memoria e le proprie rievocazioni ed aprendosi alla contemplazione del reale. Un viaggio immaginifico che è consapevolezza dell'essere parte del creato e bisogno di libertà autentica. Versi scolpiti nell'anima d'impatto notevole che sprigionano un'infinita dolcezza.

Che poesia intensa di dolcezza... Un eco di storie che la natura sta dettando per te, dalla tua terra... Dall'altura poterne cogliere ofgni piccolo richiamo, nel'immensa vastità della sua voce... Stupenda Gabry... i miei complimenti!

Nemesis Marina Perozzi5 settembre 2010

Vorrei soffermermi su sole due parole: "limite" e "meta". La propria terra, le proprie radici... A volte ci sembrano prigione, da cui si vorrebbe fuggire; mura troppo strette che tentano di soffocarci, impedendoci di respirare. Allora si tenta l'evasione, per andare ad esplorare nuovi mondi, ma ben presto quel limite, che ci sembrava catena da dover spezzare, si trasforma in meta del nostro peregrinare... Sì, perché è terribile e dolce nello stesso tempo, scoprire che tutta la nostra smania di navigare, alla fine ci riporta all'antico porto, quello di partenza, l'unico che sia davvero nostro.

Salvatore Ferranti6 settembre 2010

una bella poesia, apprezzata per stile e contenuto.