La ballata del minuto e quaranta
Sara Brayon
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Sali sull'autobus, ti siedi vicino,
osservi fuori dal finestrino,
ma io ti conosco, mio bel mascherino!
Tu avevi l'acne, io gli occhiali tondi.
"Ciao Paganelli, ti ricordi di me?
Io sono Sara della terza E!"
"Ohi bella Brayon, ma guarda te!
Non ti vedo da anni, dove ti nascondi?"
Scendiamo dal bus davanti a Castroni,
lo sbircio-è alto, ha i capelli marroni,
il sedere sodo, polpacci sì boni
-Saretta calmati, altrimenti grondi!
E dopo un caffè e vari "Come stai",
"Chissà che bel ragazzo che avrai..."
"Ma no, sono single...""Allora verrai
a vedere casa mia in via Gismondi?"
Via Gismondi è a tre passi da lì,
quattro minuti e siamo già qui
-di certo nel nido non ha un colibrì,
"E' un albatro, caro, che mi nascondi?"
Albatrommmm... no, diciamo un falchetto,
ma il reggiseno lo slaccia di un botto,
"E questo adesso dove me lo metto?"
finisce su un poster della Gimondi...
Ah, santo cielo, giorno fortunato,
quello in cui Paganelli ho incontrato!
Ma... ma come, già fatto? Il tempo passato
è di un minuto e quaranta secondi...
...
...
...
...un minuto e quaranta secondi...
Lui fa "Non mi era mai successo prima"
e io... io non trovo nemmeno la rima,
insoddisfatta lo guardo, carina,
e rido per più di quaranta secondi
Mi è partito davanti il treno alla stazione
per due minuti di pura passione.
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L'autore
Sara Brayon
Commenti (1)
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Enio Orsuni7 settembre 2010
aspetta 5 minuti e duecento secondi che smetto di ridere... ma è una comica vissuta oppure solo fantasia? cmq m'è strapiaciuta! e poi io abito di fianco a castroni in via ottaviano percui...

