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Fiabe 8 settembre 2010 · lettura 1 min · 2838 letture

Alla corte di mefisto

Calogero Pettineo 655 poesie pubblicate
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Non è un gatto a nove code che porto a passeggio ma l'anima tua, che pavoneggio. E non serve alzare la voce strillare più forte poiché quel tuo udir acuto che mai sentito esso possa da quel corpo indifeso al quale, hai allestito la fossa. Or, ti lagni del rogo che asfissia il tuo puzzo corto ma in vita tu sapevi che un dì, saresti morto. È Inutile che tu, reclami indulto per l'orrendo tuo fardello poiché, qua nessuno t'ascolta come quando, tra la carne piantavi il coltello. A capo chino, arderai in eterno non sei in un hotel qui sei all'inferno.
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Se si avesse la certezza dell'esistenza dell'inferno, certe nefandezze commesse dal genere umano, forse svanirebbero; forse!

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Calogero Pettineo
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Commenti (20)

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Giovanna De Santis8 settembre 2010

è vero condivido appieno se l'uomo pensasse all'inferno cattiverie non commetterebbe oppure se... solo alla morte nel suo senso il mondo sarebbe solo di pace e non di guerra, ma purtroppo l'uomo si lascia accompagnare più da ali demoniache che angeliche, magnifica poesia che induce a profondie riflessioni, complimenti

Maria Giovanna Fronteddu8 settembre 2010

La vedo grigia, nemmeno la certezza di una pena esemplare riuscirebbe a redimere l'umanità dalle sue nefandezze ci vorrebbe un'elevazione dello spirito che sembrerebbe sempre più improbabile. Splendidi questi versi, nel loro dire nella musicalità e fluidità delle immagini.

Tiffany 708 settembre 2010

Che vita noiosa sarebbe... senza la contrapposizione tra bene o male... tutti timorosi della punizione eterna, tutti angioletti,...come al solito dobbiamo ringraziare Adamo ed Eva... o no? Incisiva, originale e piaciuta molto!

Daniela Pacelli8 settembre 2010

Una fiaba che vorremmo fosse realtà e ci fa riflettere, forse si forse no, se in vita sapremmo con certezza che dopo la morte esista un Paradiso o un Inferno, forse ognuno starebbe più attento nei suoi ateggiamenti ma qualcuno potrebbe anche comportarsi come sempre sperando che lassù qualcuno non l'abbia visto. Molto piaciuta

Kiaraluna8 settembre 2010

Quel FORSE è d'obbligo! Chi è votato al male non sa rinunciarvi, come a suo tempo fece il caro Lucifero! Stupenda, applausi Calogero!

Straordinaria! Ma chi commette nefandezze a non finire e poi all'ultimo momento dice di essersi pentito? Credo che chi è abituato al male, nel male ci sguazza e si trova da dio? Si dice così!

Silvia De Angelis8 settembre 2010

In alcune persone prevale fortemente "quel senso oscuro" dell'anima e fare del male diventa una consuetudine... non pensando a quanto accadrà dopo il percorso esistenziale... Lirica paiciutissima

Berta Biagini8 settembre 2010

Nessuno pensa a quello che accadrà un domani – ognuno tira l'acqua al suo mulino, pronto a non guardare in faccia nessuno pur di arrivare dove vuole – sia con le parole, sia con un coltello – come si potrebbe allungare la lista. Qualcosa deve pure esistere, altrimenti... quanto potrebbe ancora continuare.

D
Dany Blasi8 settembre 2010

Si, hai ragione, ma forse un inferno se lo crea l'uomo già sulla terra, perché il primo a fare le spese dei neri pensieri...è chi li pensa! Meravigliosa lirica!

Vivì8 settembre 2010

Bel quesito! Non credo che sparirebbero del tutto. Ci sono persone che adorano satana e quanto altro. Una lirica molto interessante, riporta al Faust ed al Mefistofele. Grazie di cuore per la dolcezza con cui scrivi.

Francesco Scolaro8 settembre 2010

E' il timore di dover rendere conto a Qualcuno un domani che fa da freno all'azione ferina dell'uomo, anche se tutto ciò non basta perché c'è sempre chi pensa di farla franca... Piaciuta.

Moreno il Duca8 settembre 2010

se l'uomo rifletesse certe scene orribili il nostro occhio non vedrebbe ed i nostri orecchi non sentirebbereo le urla strazianti e dolorose alzarsi ogni istante in questo nostro mondo, ma si sa l'uomo segue questo istinto bestiale e demoniaco profonda riflessione complimenti

Danielinagranata8 settembre 2010

ritmo molto riflessivo, un sentire forte. dritta e dura... decisa... non lascia scampo... estremamente vera. .apprezzata moltissimo

Angela Rainieri8 settembre 2010

Una fiaba che fa riflettere molto sul libero arbitrio dell'uomo e il dover rendicontare nell'aldilà per il proprio operato... Tuttavia penso che per chi è incline a far del male a nulla conti avere la certezza dell'Inferno... Stupenda lirica, piaciuta tantissimo. Complimenti

L
Loreta Salvatore8 settembre 2010

Una fiaba dal messaggio morale molto significativo: l'Inferno come giusta e meritata pena di un comportamento abnorme. Stesura pregevole, lessico d'effetto, davvero apprezzata nel suo aspetto formale e contenutistico.

C

la misericordia evangelica è straordinaria, forse la grandezza di dio è nel perdonare, egli offre opportunità di pentirsi, ma se l'uomo non lo fa ne subisce l'amara sorte. meglio presentarsi con l'anima leggera, anche se è scritto che il giusto pecca 70 volte al giorno, bellissima poesia

Lucia Volpi8 settembre 2010

Una poesia fiaba scritta in modo magistrale, scorrevole, bella,

Nemesis Marina Perozzi8 settembre 2010

Io credo che la malvagità sia impossibile da estirpare, soprattutto in coloro che sono sicuri di ricevere il perdono, confessando le loro nefandezze, delle quali, in realtà, non sono affatto pentiti...

Gabry Salvatore8 settembre 2010

Riflessione profonda sottoforma di fiaba sui comportamenti umani e la consapevolezza che peccare ci porti all'inferno. Versi di alto valore morale. Bellissima!

Asociale9 settembre 2010

sarà per quello che ci credo poco ... perché un "giudice supremo" dovrebbe estirparli subito dalla terra i malvagi senza aspettare pentimenti o perdoni e senza dargli il tempo di rifarlo