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Sociale 8 settembre 2010 · lettura 1 min · 1338 letture

Sakineh e le altre

Triste 260 poesie pubblicate
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ASCOLTATEMI pur se il mio grido è muto: -Sono Innocente- GUARDATEMI Cosa potrei mai fare? Rea d' amare... CREDETEMI Nulla feci di male -Sono Innocente- Scrutate nei miei occhi -VE LO GIURO ancora e ancora NON HO FATTO NIENTE- Se non un solo errore: essere Donna.
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arrogarsi il diritto di togliere la vita... a colpi di pietra... quando essere donne è già una condanna, atroce.

L'autore
Triste

Talvolta scrivo. Per dipanare pensieri, per ricordare, per dimenticare, per vivere...ancora.

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Commenti (9)

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alessio carlini8 settembre 2010

spero non accada, poichè, non riuscirei a farmene una ragione, ora che ne parla il mondo intero... ma è una misera crudeltà, una bricila infima, minima tra le crudeltà... le tue parole, come un grido. piaciuta e tanto sentita un abbraccio

Vera Somerova8 settembre 2010

Commentare questa poesia è difficile al pari della vita della donna che l'ha inspirata... Ti ringrazio semplicemente per averla scritta, per averci pensato e per la speranza, implicita, che non ci siano più altre Sakineh!

Gabry Salvatore8 settembre 2010

Poesia davvero molto intensa, per contenuto e per forma. Il grido di una donna che non vuole morire, chi è l'uomo per uccidere una vita, se pur con le proprie colpe? Riflessione profonda, complimenti!

Ferny Max Curzio9 settembre 2010

M'ha colpito la nota. E' vero che esser donna in quei paesi è già una menomazione, per noi davvero inaccettabile. Ma anche per loro, nonostante così diversi da noi, perché un soffio di libertà e di modernità l'hanno pur vissuto prima dell'avvento dei massimalisti islamici. Eppoi, queste due righe, così essenziali, che gridano e grondano d'innocenza e sofferenza, Dio mio come sono belle! Brava Triste, ora e sempre di una sensibilità e profondità eccezionali, sposati a un poetare incantevole... da lasciare il gusto e il valore della lettura anche dopo tanto tempo dalla chiusura d'una pagina di riflessione della caratura di questa...

mario calzolaro9 settembre 2010

Anche questa eccellente lirica, col suo grido e con la sua ribellione,è un ' ulteriore freccia che colpisce il bersaglio... la discriminazione di genere e la barbarie contemporanea... il medioevo non è mai concluso.

Asociale9 settembre 2010

che dire oltre a quello che hai detto ... se non sperare che "qualcuno" possa illuminare la mente di certe usanze barbare ... qualsiasi colpa possa avere commesso, ammesso che l'abbia commesso... non si uccide neppure un cane in quel modo

C

il punto è questo, innocente o colpevole, la lapidazione, la tortura, la pena di morte, l'infibulazione, debbono scomparire dalla faccia della terra, basta con la violenza, nessuno tocchi caino, disse dio

Calogero Pettineo9 settembre 2010

versi molto struggenti che fanno venire la pelle d'oca. una ribellione per quella parte di mondo che fa della DONNA una insignificante creatura. non dovrebbe mai succedere. molto bella.

s
senzamaninbicicletta16 febbraio 2011

Condivido il senso di impotenza di fronte alla pena di morte che è uguale crudeltà sia per sakineh (che non sarà più messa a morte in Iran) che per Teresa Lewis già giustiziata in Virginia (usa) senza la troppa pubblicità perché in occidente questo è giusto. Potere dei media.