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Donne 9 settembre 2010 · lettura 2 min · 6765 letture

Ah! sakineh!

Grazia Longo 1183 poesie pubblicate
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Ho tante pietre acuminate impigliate nel cuore. Faccio fatica ad alzare i miei piedi da terra. Oggi sono stanchi del peso, i miei passi. Affondano in un fango che ha per nome dolore. E i miei pensieri sono lucidi sassi levigati dall'onda d'instancabile odio. Sabbie mobili in secoli di storia che si ripete, come un disco incantato. (Mai del tutto rotto) Vergogna sparsa nei secoli, assieme a lacrime e sangue e urla strozzate, in gole soavi. In nome di un dio che veste i panni crudeli di turpi menti. Ho sabbia pungente negli occhi e pensieri di pietra mi frullano in testa. Ho lacrime amare nelle mie mani graffiate dalle mie stesse unghia. Ho stretto i miei pugni, pensando ai solchi di frusta sulla tua candida pelle. E ho il rugginoso sapore del mio sangue, nella bocca. Ho morso le mie labbra pensando al tuo dolore. Ma nelle mie tasche vuote ho il vento della libertà. E ho un arco teso, nelle mie mani d'amazzone. Lo userò per scagliare parole, come lance e frecce e dardi. Fossi madre di quei lanciatori di pietre, o di tutti quei vili che stuprano anime e corpi di donna, maledirei i mie figli e li consegnerei all'inferno d'una vita senza l'amore di madre, in eterno. No, tu non morirai, non morrai Sakineh! Tu sei ogni donna che cammina libera, in ogni strada del mondo. Donna d'ogni tempo. E noi donne siamo, e saremo tutte, sotto ogni pioggia di pietre. Saremo lì, tutte, sotto le pietre dei mostri, così lontani da qualunque dio, stanotte. E ogni notte che verrà, a urlare il nostro dolore. E a cantare, per sempre, il nostro canto d'amore!
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ho colto l'ondata emotiva, per accomunare tutte le donne, passate, presenti e future: dal testo, a leggere tra le righe, credo si evinca in modo chiaro e netto.

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Grazia Longo
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Commenti (5)

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M
Maxrunner9 settembre 2010

Lirica graffiante, dirompente! veramente pregevole! !

Salvatore Ferranti9 settembre 2010

una poesia che cattura il lettore... ipnotica, dal primo all'ultimo verso.

You Don’t Know Me10 settembre 2010

un urlo di rabbia un grido di dolore donne sempre sotto la scure lasciate sole... si versi graffianti duri com'è dura la morte... parole che fanno male perché tutto ciò non dovrebbe esistere... una sentenza animale com'è l'uomo

s
senzamaninbicicletta9 novembre 2010

Mi aggiungo ai complimenti per questa poesia perché è molto bella carica di significato e perché sono contrario alla pena di morte (ritengo un sano ergastolo tra stenti una punizione migliore) ma non posso non notare che uccidere una donna in iran è più grave che uccidere Teresa Lewis (persona down) negli US. A... Questa manipolazione mediatica è molto più grave dei due omicidi in questione.

rosanna gazzaniga26 dicembre 2011

Una lirica potente e toccante! Un grido di ribellione contro la schiavitù femminile che ancora umilia la donna, senza riconoscerle la dignità della creazione della vita! Bella e condivisa!